Mori (Italia Viva) ricorda Armita Garawand: «Dall’Umbria parta un grido di condanna»

La capogruppo renziana a palazzo dei Priori: «Non bisogna lasciare sole le donne iraniane»

R.P.

PERUGIA – Un appello in ricordo di chi ha perso la propria vita per la libertà. A pronunciarlo è la capogruppo di Italia Viva al Comune di Perugia, Emanuela Mori: «Armita Garawand, la giovane iraniana uccisa dai guardiani della morale islamica perchè non voleva portare il velo, è stata ammazzata da sicari senza scrupoli di un governo teocratico oscurantista che non rispetta i diritti umani di nessuno, tantomeno delle donne – dice Mori – È morta come tante altre giovani iraniane, uccise solo perché volevano vivere le loro giovani vite da donne libere».

Inoltre, l’esponente renziana giudica «vergognoso che oggi uno Stato del genere possa avere uno scranno all’Assemblea dell’Onu e soprattutto possa esportare il terrore nel resto del mondo».

Continua Mori: «La povera Armita aveva un sogno vivere libera nel suo paese, ma questo dal 1979 non è più possibile in Iran. La cosa che mi ripugna è il non vedere palesare il minimo sdegno dai sostenitori di tante associazioni pacifiste che si muovono soltanto per difendere le istanze di certi paesi e popoli che hanno scelto il terrorismo come mezzo per raggiungere i propri obiettivi. Come donna, ma soprattutto come membro delle istituzioni, ritengo sia doveroso esprimere solidarietà alle vittime ed alle loro famiglie, ed a tutti coloro che protestano contro le rigide norme sul velo imposte dalla Repubblica islamica».

Secondo la rappresentante di Iv a palazzo dei Priori «è importante non lasciare sole le donne iraniane nella loro coraggiosa ribellione. Atti di violenza di stato a cui non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti, atti che ci ricordano quanto sia preziosa la nostra democrazia. Un governo che uccide i propri figli è un governo senza futuro. Armita è un’altra donna per la quale il nostro grido di giustizia dovrà essere più forte».

Infine, Mori desidera «vedere gli organizzatori della Marcia della Pace protestare contro il regime iraniano. Invece tutto tace e le tante Armita che continueranno a morire picchiate dagli ignobili guardiani della morale resteranno sempre nelle nostre coscienze come una macchia indelebile che dovrà farci sentire colpevoli di fare troppo poco per loro».

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