TERNI – «Non potete continuare a chiedere affitti assurdi, dovete prendere atto che i vostri locali valgono il 35 per cento in meno rispetto a tre anni fa». Stefano Bandecchi, strapazzati i dirigenti comunali, i finanzieri, gli oppositori, i giudici del Tar, i giornalisti, gli assessori regionali, ora passa ai proprietari d’immobile.
Nessuna parolaccia per loro, ma i toni sono ad ogni modo decisi. «Rilanceremo il commercio di prossimità – dice il sindaco – ma intanto occorre abbassare il valore dei contratti di locazione. Ci saracinesche abbassate da mesi, in qualche caso da anni, non conviene ai proprietari tenerli vuoti, ci devono pagare l’Imu e tutte le tasse. Conviene accontentarsi».
Bandecchi racconta, rigorosamente via social, che lui come imprenditore si accontenta: «Anche io ho ristoranti e case che ho dovuto affittare alla metà. Funziona così. Bisogna fare un compresso quando c’è crisi».
Sempre via social invia un “consiglio” gestionale anche ai proprietari delle casette che si trovano nei centro: «Tra un po’ arriverà il turismo, vi conviene mettere a posto le case che avete o vendetele a chi lo vuole fare». Siamo dunque ai canoni concordati.


