Scheletrici, senza acqua e costretti a vivere tra i rifiuti solo per riprodursi: salvati 19 cani e 5 cuccioli appena nati

Gli animali non potevano mai uscire dalle gabbie: l’ipotesi dei carabinieri è che il proprietario li tenesse solo per fare soldi con la vendita

CORCIANO (Perugia) – Costretti a vivere in mezzo alle loro feci, così magri da vedersi le ossa, senza acqua fresca e possibilità di uscire dalle gabbie: sequestrati 24 cani maltrattati dal Nucleo dei carabinieri forestali di Magione dopo un sopralluogo effettuato in località Capanne.

I militari, insieme al servizio veterinario della Usl Umbria1 e ad un tecnico accalappiatore, sono entrati in una proprietà per verificare lo stato di salute di cani detenuti al suo interno: gli alloggi degli animali sono apparsi da subito in una situazione di forte degrado e sporcizia. Trovati 24 cani meticci di cui 5 cuccioli di pochi giorni di vita: dal controllo solo 5 cani erano regolarmente microchippati e iscritti all’anagrafe canina, dichiarati di razza Pointer inglese. Il proprietario è risultato possessore di altri 7 cani non presenti sul posto al momento del sopralluogo e non rintracciabili.
I cani si sono presentati in stato di denutrizione, molti dei quali addirittura in condizioni scheletriche, collocati in box completamente ricoperti da feci sopra le quali venivano alimentati, le scarse ciotole dell’acqua sono risultate sporche e melmose. La difficolta nell’aprire i box e l’assenza di feci all’esterno hanno fatto presumere che i cani non venissero mai fatti uscire e due esemplari mostrano segni riferibili presumibilmente alla leishmaniosi, malattia zoonosica.

Secondo quanto spiegato dai carabinieri, visto lo stato igienico-sanitario si presume che i cani non siano stati tenuti sotto controllo dal veterinario e non siano stati effettuati i necessari trattamenti sanitari; il veterinario che sottopone il cane a trattamenti di profilassi è tenuto infatti a verificare la presenza del microchip. Nei singoli alloggi i cani erano detenuti in coppie, maschio/femmina, e pertanto i militari credono che lo scopo principale fosse quello della riproduzione e successiva vendita.
Vista la situazione e le condizioni degli animali, si è proceduto al sequestro di tutti i cani che sono stati trasportati nel canile rifugio dell’Enpa a Collestrada.
Il proprietario è stato sottoposto a procedimento penale per maltrattamento animali e detenzione degli stessi in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

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