TERNI – Aspettando la guest star il comizio si fa. Il pubblico, la mattina di domenica primo ottobre, era tutto per Sgarbi, che pochi giorni prima aveva rilanciato il tema del Verdi. Davanti all’ex chiesa del Carmine: polettiani, amici della lirica, giornalisti, architetti, storici dell’arte. Tutti curiosi. Tutti interessati a capire dove avrebbe portato il dibattito sul futuro del teatro comunale di Terni.
Tutti a guardare il cancello dal quale, prima o poi, sarebbe pur dovuto comparire il sottosegretario alla cultura che invece aveva declinato l’invito disdicendo le camere – tre, al Garden – la sera prima. Ma il coordinatore regionale di Ap non lo comunica. Prende il palcoscenico di Vittorio Sgarbi per uno di quei comizi elettorali che fa lui: «La Tesei è una bugiarda, mente sapendo di mentire»- riferendosi alle condizioni in cui versa l’ospedale di Terni. E ancora su Ast: «Siamo stati avvelenati». Poi, quando tra il pubblico qualcuno si lascia scappare che Sgarbi non arriva, la gente comincia ad allontanarsi dalla Passeggiata. Tempo ancora altri 15 minuti e il vice sindaco dice finalmente la verità: «Il sottosegretario non può venire».












