di Francesca Cecchini
CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Sinergia fra amministrazione comunale e Teatro stabile dell’Umbria nel comporre il nuovo cartellone di spettacoli della stagione 2023/2024 del teatro degli Illuminati di Città di Castello nel quale, anche quest’anno, il Comune, come spiega Michela Botteghi, assessore alla Cultura, ha investito risorse e energie. Occhio di riguardo per «i giovani, protagonisti della seconda edizione del progetto “Videor ut video” che, grazie ad Olio Ranieri, entreranno gratuitamente agli spettacoli». Tariffe e modalità di accesso rimangono inalterate. L’esordio è previsto per nella notte di Halloween.
«Intorno al teatro si muove sia sul palco che in platea il mondo della cultura cittadino, per il quale vogliamo che rimanga un punto di riferimento. Inoltre, come per altre attività culturali, osserviamo la crescita di una grande vicinanza e attenzione, sia da parte dei soggetti direttamente coinvolti, come Sogepu e la cooperativa il Poliedro, sia da soggetti esterni, il già citato Olio Ranieri e la Cartoedit di Lucio Ciarabelli che ha sostenuto la stagione con la stampa del depliant».
Particolarmente soddisfatta per il suddetto progetto Videor ut video, l’assessore Botteghi ha sottolineato come «sia un dovere per tutti i soggetti istituzionali e non coinvolti pensare in prospettiva e dare la possibilità ai giovani di avvicinarsi e conoscere la bellezza dell’espressione teatrale». Molto positivi i riscontri da parte dei rappresentanti delle scuole superiori che parteciperanno al progetto – Massimo Fioroni dirigente del liceo Plinio, Simone Cistellini per il liceo socio economico San Francesco di Sales, Marco Arrabito per l’istituto Patrizi-Baldelli-Cavallotti. Il proponimento introduce gli studenti a tutte le professionalità coinvolte nell’impresa culturale del teatro dalla scelta delle compagnie, alla campagna di informazione, fino alla biglietteria, l’accoglienza, l’allestimento per finire da spettatori.
«Grande soddisfazione per la ricchezza del cartellone – le parole di Nino Marino, direttore Tsu – otto tra le più importanti produzioni del panorama nazionale, da Antonio Latella a Mario Perrotta, da Sonia Bergamasco a Stefano Fresi, fino a Massimiliano Gallo e Marina Massironi, per citarne solo alcuni. Una proposta artistica di livello per vivere insieme al pubblico un Stagione di grande teatro».

Taglio del nastro martedì 31 ottobre con la nuova produzione Tsu “La locandiera” di Carlo Goldoni per la regia di Antonio Latella con Sonia Bergamasco nelle vesti di Mirandolina, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Giovanni Franzoni, Francesco Manetti, Gabriele Pestilli, Marta Pizzigallo e Valentino Villa. «Una grande operazione civile e culturale – spiega il regista – un manifesto teatrale che dà inizio al teatro contemporaneo».

Venerdì 17 novembre si prosegue con “Sempre domenica” di Controcanto Collettivo, ideazione e regia Clara Sancricca, con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Simone Giustinelli, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero. Un lavoro sul lavoro: è un lavoro sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae. Sul palco sei attori su sei sedie, che tessono insieme una trama di storie, che aprono squarci di esistenze incrociate. Sono vite affaccendate nei quotidiani affanni, vite che si arrovellano e intanto si consumano, che a tratti si ribellano eppure poi si arrendono, perché in questo carosello di moti e fallimenti è il lavoro a suonare la melodia più forte, quella dell’ineluttabile, dell’inevitabile, del così è sempre stato e del sempre così sarà. Sempre domenica è un coro di anime, una sinfonia di destini. Ma è – soprattutto – un canto d’amore per gli esseri umani.

Mercoledì 27 dicembre alle 20.45 si chiude l’anno con “Cetra… una volta”, con Stefano Fresi, Toni Fornari ed Emanuela Fresi, accompagnati dalla saxofonista e vocalist Cristiana Polegri, in uno strabiliante concerto-spettacolo per un tributo al quartetto più celebre del palcoscenico e della televisione italiana dagli anni ’40 agli anni ’80, il Quartetto Cetra.

Il 2024 si apre con la danza giovedì 11 gennaio. Sul palco il Balletto Civile con “Nothing” tratto da “Re Lear” di William Shakespeare, che nelle mani del collettivo si trasforma in una drammaturgia coreografica capace di inserirsi come un cuneo nelle pieghe della realtà, un duello fisico fra corpo e parola, movimento e spazio scenico. Il titolo evoca il Niente pronunciato da Cordelia, la parola che da inizio alla distruzione del conosciuto e che apre le porte al nuovo, al sovversivo, ad un ordine che non era prestabilito. “Nothing” è una riflessione profonda sulla possibilità di ricominciare rinnegando il potere dei padri e l’eredità che ne resta in modo da demolire l’idea di un classico che ci sovrasta, (le “leggi dei Padri”) e trovare un nuovo dialogo in maniera spudorata e veramente definitiva, per lasciare che il presente diventi il nuovo classico. Regia e coreografia sono di Michela Lucenti.

Mercoledì 7 febbraio arriva “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello, per la regia di Geppy Gleijeses, con Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato e il videoartist del mondo Michelangelo Bastiani. Scritta nel 1917, la commedia di Pirandello presenta il vano tentativo di far luce, in una città di provincia, sull’identità della moglie del nuovo segretario di Prefettura: si tratta della figlia della Signora Frola, come questa sostiene con assoluta certezza? Oppure quella donna è morta tra le macerie di un terremoto e la moglie del segretario è tutt’altra persona (com’egli sostiene)? Così è, se vi pare… ognuno di noi ha la sua verità. L’idea dell’allestimento nasce da un’intuizione di Giovanni Macchia, il più rilevante critico di Pirandello: il cannocchiale rovesciato. Le cose più vicine, vissute, torturanti, furono viste con il binocolo rovesciato: da quella distanza che ne permettesse la meditazione assorta o l’ironia o addirittura il grottesco.
Martedì 27 febbraio appuntamento con “Il malloppo”, black comedy di Joe Orton, con Gianfelice Imparato, Marina Massironi e Valerio Santoro, diretti da Francesco Saponaro, traduzione di Edoardo Erba. Due ladri inesperti decidono di svaligiare la banca accanto all’impresa di pompe funebri in cui lavorano, ma sono costretti a nascondere la refurtiva nella bara della madre appena deceduta di uno di loro. Così tra furti, omicidi, intrighi amorosi e indagini, inizia una rocambolesca sequela di situazioni spassose e assurde tipiche dell’umorismo nero britannico.

Sabato 16 marzo Mario Perrotta sarà protagonista di “Dei Figli” (premio Ubu 2022 nella categoria “Miglior nuovo testo / scrittura drammaturgica”) insieme a Luigi Bignone, Dalila Cozzolino e Matteo Ippolito, consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati. La piéce prova a ragionare su quella strana generazione allargata di “giovani” tra i 18 e i 45 anni che non ha alcuna intenzione di dimettersi dal ruolo di figlio. Un tema bruciante che vede insieme Perrotta e Recalcati, impegnati in una possibile lettura di un fenomeno tutto contemporaneo.

Infine, venerdì 5 aprile si chiude con “Amanti”, primo lavoro teatrale di Ivan Cotroneo, che dirige Massimiliano Gallo e con Fabrizia Sacchi, Orsetta De Rossi, Eleonora Russo e Diego D’Elia. «I temi di “Amanti” mi appartengono da sempre – spiega Cotroneo – Nei miei romanzi, nei film, nelle serie televisive che ho scritto e diretto, il confronto tra il maschile e il femminile, la rottura degli stereotipi di genere, la prepotente forza del sesso e quella ancora più devastante dell’amore, hanno sempre avuto grande spazio, nel tentativo di raccontare l’evoluzione della società attraverso le relazioni amorose. In questa commedia, con l’aiuto di due protagonisti strepitosi, questi temi prendono forma in un racconto moderno e divertente, ma anche pieno di tenerezza e verità, come sempre succede nella commedia della vita».

