M.BRUN.
TERNI – Ma davvero il sindaco di Terni, il mito di tutti noi, Stefano Bandecchi, ha un calo di autostima? Possibile? Alla nostra si aggiunge la preoccupazione di tanti. Se tre indizi fanno una prova, siamo però costretti a rifletterci. Ma atteniamoci ai fatti.
1.Esce oggi un’intervista su “La Notizia”, quotidiano considerato vicino a M5s, nel quale Bandecchi dimostra di essere il solito leader moderato ma con le idee chiare: “il premierato – afferma – è una c…astroneria” (eufemismo), sugli immigrati le scelte del governo sono “demenziali”. Poi dice che Giorgetti è un buon ministro, però prima di fare a pezzi la manovra della quale il Mef di Giorgetti ha la principale responsabilità, aggiunge anzi che per fare una manovra così bastavano “buoni ragionieri”.
Ma qui si arriva al primo indizio. Afferma Bandecchi: “Se Meloni va avanti così sarò io il prossimo premier”. Ma come, signor sindaco? Era sicuro: il premier l’avrebbe fatto lei tra 4 anni. Lo ha detto e ripetuto. E adesso deve aspettare che Meloni “vada avanti così”? E se Meloni – puta caso – migliorasse, vuol dire che lei non farà più neanche il premier?
La crisi delle certezze incombe.
2.Ma c’è dell’altro. Umbria7 aveva sommessamente affermato, mesi fa, che la gestione del palasport di Terni, bene comune di cui il sindaco è garante, non poteva essere affidata a una società di proprietà del sindaco medesimo.
Eppure oggi ci viene il groppo alla gola nel ricordare la romantica, spavalda sfida del sindaco, le dichiarazioni irridenti, il piglio di simpatico Maramaldo. Comparve d’improvviso perfino una sentenza del tribunale di Grosseto, insieme ai pittoreschi insulti a Umbria7, una consuetudine che però sull’argomento prendevano il sapore, magari acidulo, ma alto e forte, proprio dei grandi personaggi che non si arrendono davanti a niente, che si battono non – come fanno altri – per i fattacci loro, ma per gli ideali in cui credono, fino all’estremo sacrificio, se necessario con sprezzo del ridicolo.
Ma com’è che adesso il sindaco si arrende di fronte alle conclusioni del primo burocrate senza nè visione nè fantasia, che vieta al sindaco di essere garante e gestore di un bene pubblico, facendo balenare – che il Signore ci perdoni – un possibile conflitto di interesse? Che fine ha fatto l’autostima?
Ecco che qui si incrinano le nostre prime certezze.
3.Si tratta ora – succede lunedì all’Hotel Garden – di presentare la candidatura a presidente della Regione del vicesindaco Corridore. La prima presentazione immaginiamo, magari di una lunga serie. Ma com’è possibile che la presentazione per la candidatura a presidente della Regione Umbria, non si faccia nel capoluogo della regione medesima? Non solo: vengono invitati tutti i livelli della Ternana calcio. Prima domanda: che c’entrano? Seconda domanda: gli inviti verranno estesi anche al Gubbio, al glorioso Foligno calcio e, alla fine, anche al Perugia?
Se però la (prima) presentazione non si fa nel capoluogo di regione, viene il sospetto che Ap e Bandecchi, che solo qualche settimana fa dovevano conquistare il mondo intero, in realtà possono fare affidamento solo sul fortino di Terni, conquistato al secondo turno con 18 mila voti circa?
Le certezze già incrinate, sono a un passo dall’infrangersi.
La preoccupazione è grande. Attendiamo un segnale forte.


