TERNI – Nel braccio di ferro tra il Comune di Terni e la sua partecipata, l’Asm, rischiano di rimanere stritolati 10 posti di lavoro. Sono gli elettricisti di Asm che fino ad ora si sono occupati della pubblica illuminazione e della manutenzione dei punti luce compreso il ricambio delle lampade di nuova generazione.
Come noto, il Comune di Terni è indirizzato ad utilizzare gli affidamenti Consip, pescando nella piattaforma delle forniture pubbliche un grande gruppo del Nord Italia. Niente nuovi incarichi ad Asm – anche alla luce degli appunti mossi dal garante della concorrenza – ma neanche a Terni Reti, l’altra partecipata del Comune di Terni che nell’eventualità si sarebbe potuta far carico del personale in esubero. Il risvolto occupazionale emerge in queste ore e desta preoccupazione nelle organizzazioni sindacali, che già in passato erano intervenute per chiedere misure strutturali nell’assetto societario di Asm. La risposta positiva era arrivata dall’amministrazione Latini, col rafforzamento della presenza di Acea. Una operazione voluta dall’allora maggioranza politica del centro destra e avallata dai sindacati. Ora invece la nuova amministrazione, quella guidata da Stefano Bandecchi, lavora ad un ridimensionamento delle attività della multiservizi Asm. Evidentemente i piani per la partecipata del Comune sono altri. Ancora più evidentemente i rapporti tra l’amministrazione Bandecchi e l’Asm non sono buoni. La lite sul divano da ritirare che tanto ha animato i social e i mezzi di comunicazione, è stata dunque solo un aperitivo. Ora in ballo non c’è un divano a due posti ma ben dieci posti di lavoro.


