R.P.
PERUGIA –E’ bastata la mancata riunione della commissione Statuto, controllo e garanzia della Provincia di Perugia a far esplodere un nuovo putiferio. L’organismo era stato convocato per martedì scorso con un unico e importante punto: l’audizione di alcuni dipendenti dell’ente di piazza Italia per fare chiarezza sull’attacco hacker che poche settimane fa alcuni settori della Provincia. Formalmente convocata, la commissione però, come spiega il presidente dell’organismo, il leghista Giovanni Dominici, è stata «impedita con una lettera a firma del segretario, nella quale si eccepiva la non ritualità di detta audizione».
Dominici non ci va leggero per niente: «Ora, anche se il regolamento dell’ente, non prevede audizioni di dipendenti nell’assemblea principale della Provincia o nelle quattro commissioni, la commissione controllo e garanzia, pur senza la loro presenza, andava comunque consentita, non rientrando nella discrezionalità di chicchessia impedirla, tanto meno del segretario».
Il rappresentante leghista non si vuole fermare qui: «Farò in modo di poter ottenere l’audizione in qualche altro modo – dice Dominici – fino a prova contraria siamo in una democrazia. E’ un dovere dell’ente rendere partecipi di quanto accaduto gli organismi competenti al controllo e soprattutto i cittadini che sono da noi rappresentati». Per Dominici «non si può continuare a nascondere la polvere sotto al tappeto. Resto inoltre stupito di come la commissione da me presieduta e legittimamente convocata, non sia stata fatta riunire. Un conto è l’audizione, un altro è il normale svolgimento dei lavori dell’organismo». Il giorno precedente alla commissione, rende noto il presidente della commissione, la presidente Proietti e la consigliera delegata Borghesi «anticipavano detta audizione, convocando i dipendenti firmatari cercando di rassicurarli, non si sa su cosa, visto che sembrerebbe che la perdita di numerosissimi dati sia cosa ormai pacifica. Si è trattato semplicemente di un nuovo schiaffo alle istituzioni democratiche». Conclude Dominici: «Nel caso si possa prospettare una interruzione di pubblico servizio o che comunque vengano riscontrate irregolarità nei fatti accaduti, mi adopererò affinché la questione sia valutata nelle sedi opportune».


