Bye bye Collar e Terni Reti non è più al guinzaglio

Risolto il derivato, entrano nelle casse della municipalizzata oltre 7 milioni di euro  

TERNI – Una autentica boccata d’ossigeno per le casse di Terni Reti, che ora mangerà il panettone e anche l’uovo di Pasqua. Questa estate l’amministrazione Bandecchi aveva esordito lanciando, tra le altre cose, il grido di allarme sui conti di Terni Reti, parlando  addirittura di fallimento. Ma ora ecco una notizia che nel giro di poche settimane cambia le sorti della società che si occupa di mobilità e di servizi comunali: Terni Reti ha risolto un contenzioso legato al derivato Collar. Un braccio di ferro con un istituto bancario che porterà complessivamente nove milioni di euro nelle casse di Palazzo Spada, di cui 7 milioni e 300 mila euro destinati in maniera specifica alla azienda comunale. Il derivato è del 2007 –  amministrazione Paolo Raffaelli – che fino ad ora aveva fruttato al Comune e alla sua partecipata solo rate da pagare. Milioni e milioni nel corso di 15 anni. Ora con la ricomposizione raggiunta il Comune recupera 9 milioni e Terni Reti guarda con maggiore ottimismo al suo futuro. Nei piani comunali e aziendali non c’è solo la gestione della mobilità per la società guidata da Alessandro Campi. Nella nuova gestione vanno avanti i progetti lanciati nella stagione di Leonardo Latini e se ne aggiungono altri, come la cura dei cimiteri. E qui ci sarebbe un vero e proprio salto di qualità con la realizzazione dell’impianto di cremazione. Il Comune di Terni è orientato sempre di più verso un project financing e tutta l’operazione potrebbe essere gestita con ogni probabilità da Terni Reti. Sarebbe lei a cercare il partner privato e poi a realizzare una società di realizzazione dell’impianto che dovrebbe far cessare l’odiosa trasferta delle salme ternane verso gli impianti di Viterbo e di Perugia.

«Questura di Perugia, non basta la promozione. Stanchi dei proclami: l’emergenza continua»

Picchiato davanti casa, 44enne finisce in ospedale: indagini in corso