TERNI – A Bandecchi city ora c’è un nuovo insulto: «Disoccupati». Il sindaco vulcano che erutta il politicamente non corretto, nell’affrontare avversari e non, questa volta se la prende con il consiglio comunale definendolo, senza distinzioni, un branco di disoccupati senza arte ne parte a caccia di stipendi. «L ’unico sano sono io», dice testualmente il primo cittadino di Terni utilizzando i canali televisivi nazionali. Un’uscita che solleva la reazione indignata di metà consiglio comunale e che gela l’altra metà. Con i consiglieri di maggioranza che rimangono in silenzio, siano essi occupati o meno.
A insorgere sono le opposizioni, in particolare chi ha un curriculum di studio e lavoro di tutto rispetto. Maria Grazia Proietti per una vita ha lavorato come medico e come primario al Santa Maria di Terni e non ci sta a fare la parte della nullafacente: «Ho studiato conseguendo il massimo dei voti, ho lavorato con amore e dedizione, non accetto rampogne da parte di chicchessia».
Insorge anche la Lega che rammenta come il fatto di non avere un lavoro molto spesso sia una condanna e non una scelta di vita. Ma le parole che destano più stupore sono quelle dell’ex assessore della giunta Bandecchi, Lucio Nichinonni, che commenta proprio il post sdegnato di Maria Grazia Proietti: «Mi vergogno di aver fatto parte di un esecutivo di questo schieramento politico (tutti in assoluta buona fede) che comunque voleva e credeva per il bene della città. Come lei ben sa sono uscito (anche troppo tardi!). Non ho mai fatto politica in vita mia (semmai l’ho subita) ma mi creda ero armato dei migliori propositi ed avevo avviato delle progettazioni interessanti. Sono desolato. Spero che tutto questo passi il più presto possibile».
Siamo dunque di nuovo al far west verbale con Bandecchi che è partito all’attacco prendendo di petto tutto il mondo e che solleva polemiche e reazioni. Chissà cosa avranno pensato i suoi consiglieri comunali, quelli di Alternativa popolare, che in consiglio sono la maggioranza.
Tra di loro sicuramente ci sono disoccupati, sottoccupati, lavoratori precari. Chissà se anche loro sono a caccia dello stipendio.


