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I vescovi italiani in assemblea ad Assisi. «Con la guerra tutto è perduto ma non lo impariamo mai»

Ad aprire i lavori è stato l’intervento del cardinale Matteo Zuppi: «C’è il rischio che tutti questi conflitti sparsi nel mondo diventino la terza guerra mondiale»

L'intervento del cardinale Zuppi (foto da www.chiesacattolica.it)
R.P.

ASSISI (Perugia) – «La guerra genera ogni male e versa ovunque i suoi veleni di odio e violenza, che raggiungono tutti, pandemia di morte che minaccia il mondo»: con queste le parole l’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi , ha aperto ad Assisi i lavori della 78esima Assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani, in programma alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli dal 13 al 16 novembre. 

Il primo pensiero è stato rivolto  dal cardinal Zuppi alle guerre «che dominano gli scenari del mondo, con il loro tragico seguito di morti, violenze, distruzioni, barbarie e profughi. Queste guerre fanno temere che la Terza Guerra mondiale a pezzi,  come ripete da tanti anni Papa Francesco, possa diventare un’unica guerra. Non è pessimismo, ma realismo e responsabilità, che portano a chiedere che il mondo si fermi sulla via della guerra. Che il mondo non accetti che sia solo l’uso delle armi a regolare i conflitti».

Per il presidente della Cei «non c’è pace senza sicurezza e questa non può essere garantita solo dalle armi. La pace, insomma, è il problema dei problemi, perché la guerra genera ogni male e versa ovunque i suoi veleni di odio e violenza, che raggiungono tutti, pandemia di morte che minaccia il mondo. Tutto è perduto con la guerra. Lo sappiamo, ma non impariamo».

A portare il saluto dell’intera comunità assisiate, è stato il sindaco Stefania Proietti: «Ho l’onore di guidare una città unica come Assisi, città messaggio per i valori francescani che trasmette nel mondo – ha scritto affermato la prima cittadina – Il mio secondo mandato è iniziato il 4 ottobre, quasi un segno profetico, e si concluderà nel 2026, nell’anno dell’ottavo centenario del transito del nostro Francesco. Ai vescovi italiani, che rappresentano la Chiesa, chiedo vicinanza e preghiera, come amministratori invochiamo la pace, soprattutto in questo tempo, ma non possiamo essere lasciati soli».

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