TERNI – Sulla decisione della giunta Bandecchi di non affidare più ad Asm la gestione della pubblica illuminazione tacciono la Cgil e la Uil mentre la Cisl dà battaglia. Preoccupata per i dieci lavoratori che attualmente in Asm si occupano di pubblica illuminazione e che ora sono a rischio licenziamento con la decisione del Comune di non ricorrere più ai servizi della sua partecipata. Come è noto la giunta Bandecchi si sta dirigendo a passi spediti verso l’affidamento per 8 anni della manutenzione e l’ alimentazione dei pali della luce a un fornitore individuato tramite Consip, la piattaforma nazionale delle pubbliche forniture. Un affare che supera i 30 milioni di euro e che dovrebbe essere affidato in gestione ad Hero, uno dei grandi gruppi dell’ Emilia Romagna.
Ebbene, su questa operazione le categorie di Uil e Cgil fanno sapere che stanno elaborando la loro posizione. Quindi al momento silenzio. Spalanca le fauci la Cisl: «In questi giorni l’Asm è finita nell’occhio del ciclone. A mettercela è stato il Comune di Terni che detiene la maggioranza delle quote azionarie. Come Cisl, Flaei Cisl e Rsu evidenziamo la contrarietà all’esternalizzazione del servizio di illuminazione pubblica, ricordando che Asm svolge questa attività dal 1964. E appaltare ai privati i servizi pubblici è una pessima idea, strutturalmente anche più costosa della gestione diretta, un errore probabilmente motivato solo dal pregiudizio secondo cui il privato è più efficiente, veloce e innovativo rispetto al pubblico.
La “maggiore efficienza” deriva molto spesso dalla possibilità di spremere di più i lavoratori attraverso l’uso del subappalto con contratti di lavoro a volte peggiorativi. Una corretta gestione richiede investimenti e controlli che il socio di maggioranza può, anzi deve esigere e richiedere ad Asm per meglio organizzare i servizi a tutela dei cittadini e dei lavoratori. Comune VS Asm, della serie la rivisitazione di Caino contro Caino». La Cisl spara una raffica di quesiti: «Il Comune dimentica di essere proprietario di Asm Terni Spa per il 55%? Il Comune pensa alle conseguenze occupazionali del personale impiegato nella pubblica illuminazione con la sottrazione del servizio? Il Comune conosce il problema di promiscuità degli impianti della pubblica illuminazione con quelli di bassa tensione? Che fine ha fatto la valutazione sulla proposta di partenariato pubblico-privato?». Infine Cisl, alla luce dello scambio di accuse tra Comune e Asmp er il presunto ritardo del ritiro di un divano nei paraggi della residenza del vicesindaco Riccardo Corridore, non si risparmia una battutina: «Le trattative si fanno nelle sedi opportune, non pubblicando post seduti magari su qualche divano»


