«Non spegnete le luci di Asm». I lavoratori accendono la protesta

In attesa di essere “tagliati”  dal Comune di Terni, gli addetti alla pubblica illuminazione infiammano i social

Aurora Provantini

TERNI – Sono destinati ad essere “spenti”, ma per il momento accendono la protesta.  Sono gli  addetti alla pubblica illuminazione di Asm,  fortemente preoccupati per il loro futuro occupazionale dopo la decisione dell’amministrazione Bandecchi di interropmetere (unilateralmente) l’affdamento del servizio alla partecipata di Palazzo Spada per rivolgersi alla piattaforma Consip che ha già selezionato un raggruppamento di imrese dell’Emilina Romagna.

I lavoratori, si tratta di almeno dieci, non ci stanno. Decidono di far sentire la loro voce dando vita ad un profilo Facebook, ma non si escludono, a breve, proteste clamorose. Intanto nella pagina  “Non spegnete le luci di Asm”  c’è chi racconta trent’anni di attività e pasione in un’ azienda che ha in carico la pubblica illuminazione dal 1964.  Felice Di Lorenzi, dipendente Asm da 27 anni, dice pubblicamente: «Non condivido la scelta del Comune di Terni di toglierci il servizio a favore dei privati». I lavoratori, insomma, si  domandano perché,  a fronte di un servizio assicurato per decenni, ora sia giunto il momento di passare la mano ad un privato, nonostante l’illuminazione sia pubblica e nonostante l’Asm sia tutt’ora un’zienda a capitale prevalentemente pubblico, con il Comune di Terni azionista di maggioranza assoluta. Le prossime ore diranno se i lavoratori, seriamente angosciati per il loro futuro, si accontenteranno della protesta virtuale.

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