«Questura di Perugia, non basta la promozione. Stanchi dei proclami: l’emergenza continua»

Il segretario provinciale del Siulp Massimo Pici denuncia ancora la mancanza di personale, mezzi e risorse nonostante l’elevazione a rango di prima fascia

di Massimo Pici, segretario generale provinciale del Siulp

PERUGIA – L’elevazione a rango di prima fascia per la Questura di Perugia recentemente conseguita ha inevitabilmente creato aspettative e speranze nei colleghi che vi prestano servizio e nei tanti cittadini desiderosi di vedere sempre più poliziotti in questa città.

Siamo stanchi di ascoltare, o meglio leggere, proclami riguardanti tale riconoscimento e annunci di massicce immissioni di personale ad integrazione dell’attuale organico se poi nella realtà i pochi che arrivano non coprono neanche le uscite per i pensionamenti. Stiamo assistendo, nostro malgrado, al perdurare di una condizione di criticità e di precarietà permanente nelle varie articolazioni della Questura, dove l’attività di settore è continuamente interrotta e, a volte, anche fatalmente vanificata per far fronte alle “emergenze” dettate dai numerosi servizi di ordine pubblico e addirittura da aggregazioni fuori provincia. Ultima in ordine di tempo quella ai confini con la Slovenia per la sospensione del trattato di Schengen.
Proprio sul termine “emergenza”, così come indicato in qualsiasi dizionario che vorremmo soffermarci, l’emergenza è un “momento critico tale da richiedere l’adozione di interventi eccezionali”. Siamo dunque del parere che non ci si può più appellare a questioni di “emergenza”, perché è ormai da anni che viviamo questa condizione per cui basta appellarsi al “momento critico” e “all’eccezionalità” degli interventi, il “momento” è stato reso permanente e “l’eccezionalità” è divenuta ordinarietà . Per comprendere il disagio e il malumore ci limitiamo a far presente che solo nella settimana che va dal 30 ottobre al 05 novembre in Questura sono stati sottratti alla loro ordinaria attività 98 unità operative per far fronte ai servizi di ordine pubblico e alle aggregazioni, mentre nell’attuale settimana le unità distolte per altri servizi saranno ancor maggiori.
Le ricadute sono già note all’utenza : grandissimo ritardo nel disbrigo delle pratiche, specie quelle delle Autorizzazione di Polizia, e enormi difficoltà nello svolgimento dei servizi di Polizia Giudiziaria. I cittadini spesso lamentano e manifestano disagio per i ritardi delle pratiche con gli stessi colleghi che il più delle volte sono impiegati fuori dal loro settore di competenza. A questo non ci stiamo se dunque la riclassificazione non ha portato nessun incremento di personale, mezzi e risorse ma solo impegni e carichi di responsabilità, chiediamo al Questore di dare una risposta al disagio dei colleghi chiudendo, nelle settimane come quella citata, tutti gli uffici ed invitando contestualmente la cittadinanza a non recarsi in Questura perché uffici e sportelli sono chiusi. Limitandoci dunque solo a fornire servizi di aiuto e soccorso pubblico, ciò che onestamente abbiamo fatto sempre molto bene.

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