Riorganizzazione degli ospedali di Perugia e Terni, entro due settimane si parte per davvero

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’intesa tra Tesei e Oliviero sblocca il piano per razionalizzare. Viene però congelata la parte sul trattamento economico dei medici, in attesa che nello scaricabarile tra Funzione pubblica e Aran decidano chi (e come) deve trovare le risorse

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ciak, si parte. Entro due settimane al massimo finalmente diventa reale la riorganizzazione degli ospedali, che per qualche tempo si è temuto fosse sospesa nell’aria, fatta della stessa materia dei sogni.
E invece diventerà in pochi giorni il nuovo assetto dei grandi policlinici dell’Umbria, Perugia e Terni, che devono diventare più efficienti e competitivi.
I meriti?

La caparbietà montanara della presidente della giunta regionale Donatella Tesei, che qui si trova davanti all’ultima, cruciale sfida da vincere (per quel che si può tenendo, presente come è messa tutta la sanità nazionale, ormai davanti a un bivio).
La lucida strategia del rettore dell’Università Maurizio Oliviero, che nella sua dottrina contempla un dogma sulla territorialità degli Atenei. Per dirla cruda: l’Università deve fare qualcosa in favore del territorio, al quale spetta di essere (un po’) riconoscente.
Infine, la bravura e la paziente opera di tessitura di alcuni tecnici.
Il piano però non potrà contare su un aspetto fondante. Anche qui la diciamo terra terra: per ora non ci saranno gli attesi aumenti degli stipendi per i medici, quegli aumenti che permetteranno nel prossimo futuro di selezionare personale di primo livello per l’Umbria.
Motivo: alla fine del batti e ribatti tra livelli locali e nazionali qualcuno ha opportunamente buttato la palla in tribunale.
In questo modo può partire la decisiva riorganizzazione ospedaliera (niente più reparti doppioni e triploni, progetti finalizzati, basta obiettivi persi nelle nebbie), mentre può continuare per 3-4 mesi ancora il poco decoroso, ma burocraticamente indispensabile, scaricabarile tra Ministero della Funzione pubblica e Aran, su chi (e come) deve reperire le sacrosante risorse.
Cittadini pazienti, pronti per le novità. Sperando in miglioramenti tangibili.

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