«Rivoluzionario e poeta». Così Perugia ricorda Paolo Vinti. Con emozione altissima

Sono già passati 13 anni dalla sua morte, ma la memoria di un «santo folle» è sempre forte in città

PERUGIA – «Rivoluzionario e poeta». Così, con una targa dedicata alla «Coniugazione con il cosmo» in via Cartolari, Perugia ricorda Paolo Vinti, a 13 anni dalla prematura scomparsa.

Realizzata dall’architetto Luciano Zeetti, la targa ricorda «un uomo di grande spessore. Un uomo dotato di un’intelligenza straordinaria e di un talento non comune, che in una città storicamente colta e riluttante come Perugia ha saputo interpretare come nessun altro la dimensione politica e insieme poetica della vita di comunità nei decenni a cavallo del passaggio di secolo». Paolo è scomparso dopo una malattia proprio il 28 novembre del 2010 e alla sentita cerimonia erano presenti l’assessore Edi Cicchi, i consiglieri comunali Bistocchi, Croce, Maddoli, Zuccherini, il consigliere regionale Bori, e i fratelli Stefano e Barbara, oltre a numerosi cittadini.
Paolo Vinti, conosciutissimo in città, «è stato giornalista, attivista, poeta, un radicale ecumenico, un conoscitore del mondo, un visionario – si ricorda nella richiesta di apposizione della targa -. Perugia è il luogo in cui è nato e cresciuto, e quello in cui ha alimentato una personalità carismatica ed eccentrica, a suo modo monumentale. Vinti, in special modo nell’ultima fase della sua vita, ha incarnato l’idea stessa di presidio culturale capace di proporsi come punto di riferimento tanto per gli abitanti di Perugia quanto per gli intellettuali, gli uomini politici e gli artisti di passaggio. Il suo sguardo lungo si è posato sulla città che gli ha fatto da casa senza mai smettere le lenti dell’uomo avvezzo a considerare casa propria in prima battuta l’intero mondo. Un perugino capace di calare le questioni perugine nei contesti più ampi in cui ogni questione locale va sempre considerata. E un poeta e un pensatore, si diceva, dal talento misurato e riconosciuto da giudizi critici autorevoli».

«Stiamo parlando di un ‘santo folle’, di un poeta di altissimo livello, e di un filosofo marxista di strada il cui pensiero presenta tratti parecchio originali», ha scritto di lui Wu Ming 1 – ben al di fuori dai confini umbri. Paolo Vinti ha vissuto le strade e le piazze della città, i locali del centro storico e dei quartieri, praticando la sua cifra poetica in maniera corporea, affermandosi come matrice di una prospettiva e di un linguaggio brillanti e surreali, ancora validi come categorie interpretative dell’odierna realtà perugina, italiana e internazionale.
Nel ricordare la sua figura, i proponenti hanno spiegato che Vinti non aveva bisogno del riconoscimento avendone ricevuti tantissimi in vita e dopo la morte, questi ultimi soprattutto lontano dalla sua Perugia. Però la targa rappresenta un riconoscimento doveroso da parte della città e delle istituzioni, in quella stessa via dove subito dopo la morte un murales lo ricorda in giro per Perugia, con le due cravatte slacciate che lo rendevano unico. Sempre, con emozione altissima.

Un’iniziativa per la quale il fratello Stefano ha voluto ringraziare tutti coloro che l’hanno resa possibile, dai proponenti che tanto gli hanno voluto bene all’amministrazione comunale.
Tra un ricordo e l’altro dell’eclettico poeta, c’è stato il saluto dell’assessore Edi Cicchi che ha esordito parlando di un valore, la condivisione, che certamente l’avrebbe accomunata a Paolo Vinti. Un personaggio – ha spiegato – le cui riflessioni, pur essendo scomparso da oltre dieci anni, sono ancora molto attuali, mettendoci di fronte alle nostre responsabilità.
Infine l’assessore ha concluso la cerimonia sottolineando che la politica deve essere incontro e mai contrapposizione al fine di portare avanti quei progetti che i cittadini chiedono.

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