di Diego Diomedi
Gin Todi London dry gin porta nella sua anima uno spirito solido, di artigianalità, con profumi e sfumature di note sensoriali speziate che lo rendono estremamente amabile da gustare anche in purezza.
Bellissimo il design, veramente accattivante. Altro aspetto molto importante è l’attenzione al mondo green, con una bottiglia in vetro serigrafato e tappo in legno. Punto chiave anche l’etichetta che è un omaggio a Todi ed un inno alla sua bellezza.
Rappresentata nel logo di questo intraprendente spirits, da una rielaborazione grafica moderna del rosone del Duomo.
Il pensiero creativo di Raffaella ed Eralda è sfociato in un prodotto veramente interessante. Hanno sempre avuto ben a mente “lo spirits” che si immaginavano di offrire ai loro amici, il loro cuore pieno di amore per la terra in cui hanno scelto di vivere e che hanno deciso di promuovere anche attraverso il loro progetto e poi la massima espressione della natura umbra attraverso i suoi profumi.
Un bouquet di botaniche provenienti dai boschi dei Monti Martani, erbe selvatiche come la tipica ginestrella per una nota floreale, crespigno e cassella per ricordare la terrosità e il luppolo per una sfumatura più amara e poi la presenza della campagna umbra e dei suoi frutti come la rosa canina e la prugna damaschina per addolcire e dare freschezza.
L’Umbria sinonimo anche di olio. E allora ecco che a raccontare e far sentire tutta l’identità umbra, una tipica cultivar autoctona del territorio, quella del moraiolo, con le foglie che vanno a completare questo bouquet unico sprigionando il loro carattere pungente.
E poi il metodo di lavorazione.
Un particolare alambicco discontinuo a bagnomaria, consente di rilasciare l’essenza più forte delle botaniche utilizzate, grazie ad un processo di distillazione lento e particolarmente meticoloso che consente una persistenza del profumo ed una pienezza di gusto.
Oggi Gin Todi è presente in una selezione ristretta di ristoranti e locali d’Italia, dove si promuove un concept dedicato alla cultura del buon bere, della mixology contemporanea e dell’alta ristorazione. In Umbria è stato inserito presso il ristorante Aldivino a Corciano, neo ingresso nella guida Michelin, così come Borgo Brufa Resort.


