Sull’illuminazione pubblica è cortocircuito tra Comune e Asm

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TERNI – Tra Comune e Asm è cortocircuito. A meno di folgorazioni dell’ultimo minuto  Asm è ormai destinata a perdere la gestione della pubblica illuminazione. Una partita da 500mila euro l’ anno che sale a tre milioni di euro se nel conto ci si mette anche la fornitura vera e propria di energia per illuminare Terni e le sue frazioni. Una partita, nell’ arco di 8 anni, da ben 23 milioni di euro. Tanti quanti intende spendere il Comune di Terni affidandosi alla piattaforma Consip che vede già selezionati i fornitori,  in questo caso un raggruppamento di imprese del Nord Italia.

Asm dunque fuori dai giochi. Anche perché per rimetterla in campo occorreva fare una serie di operazioni. A maggio del 2022 l’ autorità per la garanzia della concorrenza ha dato il via libera alla vendita di quote di Asm ad Acea ma ha anche fatto alcune “prescrizioni” sulla pubblica illuminazione. In futuro – ha detto in quella occasione l’Agcm –  non sarà più possibile il semplice affidamento in house visto che Asm, con Acea, era diventata una società pubblico-privata, anche se non era neanche prima una società in house. E quindi occorre seguire le procedure di affidamento per le società a capitale misto. Ipotesi alternativa, conferire in house la gestione a Terni  Reti, municipalizzata al 100 per cento del Comune. Terni Reti ha fatto un passo indietro ma il Comune ha comunque salutato Asm indirizzandosi su Consip.  Un addio doloroso per Asm. E per la gestion del gas si rischia il bis.

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