Tanti fedeli in duomo a Città di Castello per i patroni Florido e Amanzio. Citerna dona l’olio che alimenta la lampada votiva

Le parole del vescovo Paolucci Bedini nel pontificale: «Due santi amici che ci guidano nel cammino»

R.P.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Una intera città si è ritrovata per celebrare i propri protettori celesti. Si è svolto nel pomeriggio di 13 novembre il solenne pontificale in occasione della festa dei santi Florido e Amanzio. A presiedere il rito religioso è stato il vescovo, monsignor Luciano Paolucci Bedini, coadiuvato da tutto il clero diocesano.

A confermare il forte attaccamento di tutta la comunità verso i propri patroni, è stata la presenza del sindaco Luca Secondi, unitamente a quella dei primi cittadini e rappresentanti dei sette Comuni che ricadono nel territorio della Diocesi di Città di Castello, che hanno partecipato al momento di preghiera insieme a numerose autorità civili e militari.

Quest’anno, a offrire l’olio della lampada votiva che arde davanti ai santi Florido e Amanzio è stato il Comune di Citerna. A consegnare l’ampolla nelle mani del vescovo, è stato il sindaco del borgo, Enea Paladino. Un atto di fede che si rinnova ogni 13 novembre e, come ha ricordato monsignor Paolucci Bedini, rappresenta «il segno dell’antico legame tra la comunità ecclesiale e quella civile nel nome di questi nostri padri fondatori. Un’alleanza concreta e tangibile sostenuta dal comune orizzonte di servire la popolazione che abita questo nostro territorio e ispirata alla dedizione per il bene comune che i nostro patroni hanno interpretato con la loro missione tra noi».  

Nel corso dell’omelia, il vescovo  ha voluto mettere in rilievo come la Chiesa tifernate «è radicata nella vita donata di questi due amici santi. Amici tra loro e amici del Signore Gesù, discepoli intrepidi e appassionati, esemplari guide del nostro popolo credente. La loro fede schietta e operosa, è sorta come lampada che si accende sul monte per dare conforto e consolazione, per indicare una via e un orizzonte, per ridare fiducia e speranza in vista di un nuovo inizio».

La santità del vescovo Florido e del presbitero Amanzio, ha detto monsignor Paolucci Bedini, risuona «come potente motivo di impegno e di responsabile coinvolgimento di tutti i fedeli. Quanto per noi, discepoli-missionari di oggi, l’esito della loro fede è baluardo e garanzia di come il Signore, fedele pastore buono, continua a guidare, accompagnare e proteggere il suo popolo, nel tempo e nella storia, assicurandogli buoni pascoli e rifugi sicuri».

Le fatiche e le preoccupazioni «per ciò che non sostiene più una sana e concorde vita cittadina  ha aggiunto il presule – hanno bisogno del contributo di tutti e del confronto umile e rispettoso di ogni componente sociale per trovare nuove strade di crescita sostenibile e di integrazione dignitosa».

A sottolineare l’importanza della solennità è stato anche il primo cittadino tifernate, Luca Secondi: «È la festa della chiesa diocesana, della città e anche dell’intero territorio dell’Altotevere – ha dichiarato il sindaco – Un momento significativo che da secoli segna l’identità ed in senso di appartenenza di una comunità ai simboli religiosi e laici al tempo stesso, punto di riferimento dei fedeli e non solo, e di tutti coloro che vivono nel nostro territorio».

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