di Arianna Sorrentino
PERUGIA – «Trovare all’interno di un normale temporale, il vento a 30 o 40 km orari ci può stare. Come è normale avere misurazioni più elevate. Questa notte però è stata importante una cosa: la durata delle raffiche di vento». È questo che fa la differenza e ad Umbria7 lo spiega bene Michele Cavallucci, vice direttore dell’osservatorio meteo sismico ANCarabinieri di Perugia e previsore di Perugia Meteo.
«Per le raffiche di vento è stato un crescendo per tutta la giornata. Intorno alle nove di sera poi il vento ha iniziato ad essere costante sopra i 50 km orari». Oltre le notevoli raffiche di vento, anche le piogge intense hanno toccato l’Umbria nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 novembre. «Siamo stati colpiti da un piccolo refolo della famosa tempesta che sta imperversando in Europa. Ieri sera intorno alle 11 una parte avanzata di un fronte ha prima colpito il lago Trasimeno e poi ha insistito per diverso tempo su una fascia centrale dell’Umbria che va dall’orvietano, passando per il perugino, fino alla zona assisiate, gualdese, con quantitativi tra 70 e 100 millimetri che rappresentano quasi tutta la pioggia nel mese di novembre».

E poi: «Abbiamo toccato 144 km orario di raffiche all’eremo di Serrasanta a Gualdo Tadino, ma anche zone più in basso ma hanno raggiunto sugli 80 o 75 km orari come a San Pietro sul crinale di Perugia».
Cosa ci possiamo aspettare per i prossimi giorni?
«Qui in Umbria ci sarà una nuova perturbazione atlantica che prenderà la strada di quella che è passata ieri, che potrebbe dare dei fenomeni intensi nella nostra regione. Attenzione però. La perturbazione ieri ha trovato terreni più secchi e la pioggia caduta ha creato meno problematiche: se dovessero cadere gli stessi quantitativi nei prossimi giorni ci potranno essere gravi problemi idrogeologici».
Al momento, per fortuna, non ci sono stati. Ci sono state però esondazioni di torrenti minori, come ad esempio nel gualdese, o allagamenti nei sottopassaggi come a Bastia Umbria. «I nostri terreni hanno retto perché erano assetati».
Ed ora un piccolo accenno sulla situazione in Toscana. «Si è verificato uno di quegli eventi chiamati rigeneranti: una situazione similare a quella che avvenne a settembre 2022 nelle Marche, dove per quattro ore almeno una linea temporalesca si è rigenerata sullo stesso territorio, andando a colpire soprattutto l’asta del fiume Bisenzio, che è quello che passa per Campi, Prato. Ha scaricato oltre 200 millimetri in una zona dove erano già caduti lì oltre 200 millimetri negli ultimi giorni. Ha amplificato l’effetto di saturazione del terreno che ha scaricato soprattutto nel fiume tantissima quantità d’acqua che ha invaso i paesi a valle e la zona pianeggiante». E conclude: «Sono eventi lampo, difficilissimi da prevedere prima. Capire che una scossa temporalesca si formi lì è impossibile. Per quattro ore la periferia sud di Firenze è stata all’asciutto. A Prato è caduta la pioggia di tre mesi in quattro ore».


