UmbriaLibri, come “Quando eravamo i padroni del mondo”: pubblico infinito per Aldo Cazzullo

Il giornalista e scrittore in Bct: «Il cuore verde d’Italia devoto alla cultura fin dal Medioevo». L’INTERVISTA

di ELENA CECCONELLI

TERNI – Lunghe file per entrare alla biblioteca comunale di Terni. Tante persone alla presentazione del nuovo libro dello scrittore Aldo Cazzullo “Quando eravamo i padroni del mondo, Roma: l’impero infinito”. L’anteprima di UmbriaLibri sold out. Aldo Cazzullo coglie l’occasione per sottolineare come il cuore verde d’Italia «sin dal medioevo una Regione attenta e devota alla cultura, intensa non tanto come letteratura, come arte o come storia, ma come vita e passione per l’animo umano».

Con la sua nuova opera, lo scrittore spiega perché definire l’Impero Romano come “infinito”: «Roma non è mai caduta, le tracce sono ovunque, abitiamo in città fondate dai romani, percorriamo strade tracciate dai romani, i nostri monumenti sono vivi perché Roma è viva. Anche in Umbria si vede ad occhio nudo il retaggio romano».
Aldo Cazzullo è rimasto entusiasta e affascinato dall’immensa cultura dell’Umbria: « Gli umbri sono molti colti, l’Umbria è una regione molto attenta ai libri e alla cultura, c’è molto curiosità anche per la storia, la letteratura, per quella che chiamano cultura ma che è poi vita e passione per la vita e l’animo umano».

Aldo Cazzullo ha scritto oltre 25 libri dedicati all’identità italiana, sia in chiave critica che in difesa della storia d’Italia, con cui si è aggiudicato innumerevoli premi e a tal riguardo sulla Penisola afferma: « Noi italiani siamo più legati all’Italia di quello che pensiamo, ci piace criticarla ma lo possiamo fare soltanto noi, l’Italia è come la mamma, possiamo criticarla soltanto noi. Noi abbiamo una memoria più familiare che nazionale, abbiamo la memoria locale ( la città, campanile), la storia nazionale ci emoziona quando riguarda la storia famiglia, le nostre radici, però abbiamo la fortuna di vivere in una Nazione che prima che politico-militare è cultura e artistica. L’Italia è uno stato giovane e ancora per certi versi diviso ma quando diventa uno stato, in realtà uno stato esisteva già perché era nato dalla bellezza e dalla cultura, fin dal medioevo con radici che risalgono all’antichità romana».

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