El. Cec.
TERNI – Il basamento c’è e è visibile chiaramente nella rotonda Filipponi, tra il fiume Nera e l’ingresso del Museo Caos. La base del drago, simbolo della città di Terni, ha preso il via. Un monumento che potrebbe, e sicuramente sarà, come sostiene anche il suo ideatore, il più alto che ha l’Italia. A seguito di una pausa tecnica legata ad alcuni cambiamenti ingegneristici dell’opera, si parte con il taglio che impegnerà un paio di mesi. Il Presidente dell’Associazione Thyrus Ets Onlus, Marco Diamanti, nonché ideatore dell’opera in acciaio spiega com’è nata l’idea e come evolvono i lavori e la futura realizzazione di un’importante e prestigioso monumento per Terni e per la sua storia e identità. Con la speranza che il Thyrus « attiri anche i più giovani, dato che abbiamo mescolato sia gli elementi classici del drago, ma abbiamo anche rinnovato la sua figura con un linguaggio più moderno».
« L’associazione nasce per un bisogno burocratico, serviva per il patto di collaborazione con il Comune che aveva bisogno di un’associazione a cui appoggiarsi per erigere il monumento. Io e Jacopo Cardinali, vicepresidente dell’associazione, ci siamo accorti che l’associazione poteva avere un potenziale gigantesco dal punto di vista territoriale. In pochissimo tempo abbiamo raccolto 70 adesioni. Oggi ci ritroviamo ad avere una delle associazioni più attive nel territorio.
Abbiamo scelto di raffigurare il Thyrus perché è uno dei simboli che più rappresenta Terni e secondo noi mancava di una rappresentazione che potesse essere interessante anche per le generazioni più giovani. Abbiamo quindi analizzato il Thyrus classico, salvato alcuni stilemi ma rinnovato con un linguaggio più moderno altri elementi. Ci sono stati degli stop legati a cambiamenti ingegneristici dell’opera ma a breve si partirà con il taglio, l’assemblamento e il posizionamento. Ancora non c’è una data certa, ma stiamo lavorando e spero riusciremo a darlo alla città nel più breve tempo possibile».


