di Diego Diomedi
A Terni il 26 novembre “sbarca” Viniamo Facenno. Ne abbiamo parlato con Laura, una delle menti dell’evento e dell’organizzazione. Una donna piena di risorse, idee e soprattutto una imprenditrice gastronomica ternana.
Oggi parliamo di Viniamo Facenno, un evento che si terrà a Terni e lo facciamo con Laura. In primis, ci racconti chi sei e cosa fai?
«Sono una donna di 40 anni vivo a Terni ma in realtà sono nata e cresciuta a Trescore Balneario un piccolo paese della bergamasca. A Terni ci sono capitata per diversi motivi, se vogliamo anche diversi tra loro (amicizie per il gemellaggio calcistico, il sogno di Rambaldi e Cinecittà2 sfumato nel tempo e il ricordo di un viaggio di famiglia). Per anni mi sono occupata di cosmetica e formazione viaggiando moltissimo sia in Italia che all’estero. La passione per il viaggio è rimasta ma ho cambiato lavoro. Circa sei anni fa ho aperto la mia impresa eccezionale si chiama Holy Food genuino market ed è tutto quello che per anni ho cercato nelle mie pause pranzo in solitaria. A renderla così eccezionale è sicuramente la presenza della mia socia Federica da sempre impegnata nella rete delle produzioni rurali indipendenti e “cheffa” incredibile. Holy food è la nostra seconda casa, dove mangiare piatti genuini e poco lavorati nel rispetto della stagionalità delle materie prime e del nostro territorio. Del resto, il nostro motto è “meglio un passato di verdure che un futuro di me*da”».
Come mai questo evento?
«L’evento Viniamo Facenno è nato per caso dopo aver conosciuto alcuni dei vignaioli che saranno presenti il 26 novembre. Una domenica di aprile ho partecipato ad un pranzo all’aperto in cui erano presenti 8 cantine in degustazione. Ad un certo punto ha iniziato a piovere e ci siamo spostati in una stanza e lì tra un calice e l’altro abbiamo iniziato a chiacchierare. Non c’è voluto molto per capire che parlavamo la stessa lingua. Dopo poco abbiamo organizzato un pranzo in campagna invitando un po’ di amici del settore ristorazione e alcuni vignaioli. Come spesso avviene intorno ad un tavolo abbiamo parlato di vino, cibo genuino, produzioni rurali sostenibili e dell’importanza di contaminare la quotidianità delle persone per rendere tutto questo accessibile e spontaneo».
Chi ha scelto il titolo e perché?
«Il titolo nasce dalla nostra forte propensione verso i giochi di parole. Se dai un’occhiata alla nostra pagina Ig capisci di cosa parlo. Da Holy Food sforniamo spesso biscotti con scritte ironiche, realizziamo tovagliette stampate con messaggi divertenti spesso sfruttando il gergo dialettale ternano. In realtà l’aspetto divertente è che nessuna di noi è ternana ma lo spirito goliardico di questa città ci ha sempre affascinato. La forma dialettale “venimo facenno” ci sembrava perfetta per descrivere quello è successo dopo quel pranzo di famiglia non tradizionale. E’ stato tutto un divenire di concetti che prendevano forma giorno dopo giorno, calice dopo calice e così il vino ha trasformato “Venimo” in “Viniamo” ed ecco svelato l’arcano».
Perché a Terni?
«Per necessità ma anche tanta volontà da parte dei vignaioli che hanno dichiarato fin da subito il loro interesse nei confronti della città. Sicuramente negli ultimi anni abbiamo vissuto (e ancora stiamo vivendo) un forte scollamento rispetto ad una parte di Umbria, non mi interessa entrare nel merito perché le motivazioni sono molte, questo fenomeno mi ha sempre incuriosita per cui ho deciso di muovermi per capire meglio. L’incontro con i vignaioli ha aperto un punto di vista interessante ed è su quello che è nata l’idea dell’ITT. La città di Terni non ha molto di bucolico basta passeggiare per strada per capirlo, la sua storia è diversa dal resto dell’Umbria ma ciò non toglie che questa sua caratteristica non possa ritornare ad essere un punto di forza. Terni diventa città industriale nell’ultimo trentennio del XIX le persone abbandonano le campagne per cercare lavoro, creando così una classe intermedia di tecnici specializzati e maestranze qualificate. L’industria ha giocato un ruolo fondamentale per questa città fino all’arrivo della grande crisi e alla chiusura di molti stabilimenti provocando in alcuni casi il fenomeno inverso che ha portato le persone ad abbandonare la città industriale per investire nella campagna attraverso il recupero di appezzamenti di terreno, vigne, aziende agricole o attività ricettive. La scelta dell’ITT nasce proprio dall’analisi di questi due fenomeni e dalla necessità di mettere in primo piano mondi che oggi devono necessariamente dialogare. Settore agricolo, sviluppo industriale, nuove tecnologie, sostenibilità, rispetto del territorio e del lavoro non possono diventare protagonisti del nostro futuro senza investire nella crescita culturale di questa città attraverso un dialogo costante con gli istituti scolastici e le ragazze e i ragazzi che ne fanno parte. L’ITT è un istituto incredibile e aver trovato una dirigente come Cinzia Fabrizi che ha accolto con curiosità ed entusiasmo questa nostra proposta ci ha fatto capire quanto oggi sia fondamentale cambiare il punto di vista per creare nuovi processi di contaminazione tra settori e stimolare la crescita attraverso processi semplici ma efficaci».
Qualche anticipazione ancora non uscita
«Abbiamo detto tutto attraverso i nostri canali social e sul sito di Viniamo Facenno per cui nell’era della sovraesposizione è difficile non comunicare però ci tengo a dare un piccolo suggerimento alle persone che quel giorno ci verranno a trovare. Viniamo facenno è un’occasione unica che racchiude molte del nostro territorio. Vi auguro di vivere questa giornata con estrema curiosità e apertura che siano i sensi a trovare la loro strada preferita tra vini consapevoli, cibo genuino e persone che ogni giorno portano avanti la loro “impresa eccezionale”».

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