M.BRUN.
SPOLETO (Perugia) – Aiuto, Papa Sisti (sindaco del rinato Gran Ducato di Spoleto) vuol chiudere gli ospedali dell’Umbria per farne uno a Spoleto in un posto che basta la parola e si commenta da solo: Buca Poreta. Non solo Buca, ma anche Poreta. Per buona sorte, dal piano tratteggiato in libertà in un immaginifico intervento in consiglio comunale, il sindaco salva l’ex Silvestrini. Sospiro di sollievo: Perugia si potrà ancora curare.
Ma a Terni sono guai. Intanto: Narni-Amelia (appena partito grazie ai finanziamenti dell’Inail) va stoppato. Poi: l’ospedale attuale di Terni è stato costruito in luogo inadatto. Va trasferito a Maratta e unificato con Narni-Amelia. Chissà se nel frattempo i cittadini dell’impianto zona confinante con il Granducato di Spoleto avranno diritto a mantenere almeno un Pronto soccorso aperto. Confidiamo nel buon cuore.
Non meriterebbe di essere preso in considerazione neanche l’ospedale di Branca, ma li c’è il vicepresidente della Regione, Morroni, che – dice Sisti – ha interessi a difenderlo.
E però fermi tutti, il meglio deve venire: per il sindaco-Gran Duca è l’ospedale di Foligno il problema vero, basta pensare a quel che succede “ogni volta che piove”. Per cui è qui che si chiude il cerchio della Sisti revolution in sanità: dopo aver chiuso l’attuale struttura spoletina, teniamoci pronti a farne una a Buca Poreta per Spoleto e per Foligno.
Non stiamo neanche ad approfondire su come intenda trovare i soldi il sindaco-Gran Duca (suggeriamo un paio di autovelox ben tarati sulla Flaminia dove non perdonano, a patto di farli funzionare 24 ore al giorno), ma prendiamo atto che in quanto a parole in libertà l’allievo Sisti ha superato il maestro Bandecchi e anzi lo ha pure sfidato sul primo tema (quello ospedaliero) scelto per sparare amenità dal sindaco di Terni.
Nel contempo continuiamo a confidare su un sussulto di buon senso che colga i sindaci umbri, anche quelli che si sentono sacrificati nel ruolo di normali amministratori di una comunità, piccola o grande che sia. Comunità che hanno necessità di soluzioni concrete, ragionevoli, realizzabili, realistiche, a problemi specifici. Astenersi venditori di fumo. Soprattutto in un tema così serio e delicato come è la sanità.


