di Francesca Cecchini
PERUGIA – Giulio Scarpati torna in Umbria e lo fa con l’omaggio a Maria Callas di Nicola Calocero Giannoni “Maria Callas – 100 anni in 100 minuti”, una produzione realizzata da Suoni Controvento (festival promosso da Aucma) in occasione del centenario dalla nascita della grande artista (2 dicembre 1923), che ha debuttato quest’estate al teatro Romano di Spoleto.
Il 30 dicembre alle 21 palcoscenico d’eccezione sarà l’auditorium San Francesco al Prato di Perugia in occasione della stagione Tourné, anche questa promossa da Aucma in sinergia con Mea Concerti e, per questo appuntamento, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Ad accompagnare la narrazione di Scarpati saranno la musica dei grandi della lirica eseguita dal maestro Lucio Perotti al pianoforte, la voce della soprano Agnieszka Grochala e le scene illustrate dal pittore illustratore Manuelle Mureddu.
Il pubblico potrà partecipare, come spiega a Umbria7 Giulio Scarpati, a «un bellissimo spettacolo, data la presenza del soprano Agnieszka Grochala e del maestro Lucio Perotti al pianoforte, che racconta la storia della Callas. Diciamo che è un viaggio che facciamo dai suoi esordi fino al capitolo finale, prendendo però spunto anche dal fatto che molte volte ha recitato dei personaggi che avevano vissuto vicende tormentate». Vicende che poi a sua volta «le sono capitate nella vita reale». Interessante, dunque, il parallelismo tra ciò che la cantante lirica interpretava, accadimenti che sembravano preannunciare ciò che poi, poco dopo, sarebbe accaduto realmente nel suo quotidiano, e che ci porta al confronto fra la forte e virtuosa Maria Callas sopra il palcoscenico con la fragile Maria Callas individuo sofferente, soprattutto in fatto di amore.
Ma lo spettacolo non offre solo immagini evocate, bensì anche alcune citazioni come, ad esempio, le parole della lettera che Paolini inviò alla Callas mentre giravano la “Medea”, oppure il parere sulla Callas di Emma Grammatica. Ci sono, quindi, «Anche contributi di personaggi diversi, a lei contemporanei, che ne arricchiscono l’immagine e completano un po’ la ricerca tra la parte artistica e la parte umana».

Possiamo perciò dire che nell’opera troveremo uno spaccato della società dell’epoca?
«Nicola, che è l’autore, ha pensato anche a una parte visiva, fatta di immagini di repertorio, e non solo, che in qualche modo ci fanno capire il contesto nel quale la storia avveniva. Perché la “grande storia” e la “piccola storia” viaggiano sempre insieme». Ergo: il contesto storico determina anche le vicende.
Nei 100 minuti non mancheranno i brani di Bellini, Puccini, Cherubini e Verdi che hanno segnato il repertorio della Divina nel corso della sua incredibile carriera, che l’hanno resa «straordinaria» ma, contemporaneamente, hanno fatto da colonna sonora alla sua storia privata, a ciò che ha affrontato con dolore nel passar del tempo «fino a morire poi da sola a Parigi. Pensiamo sempre agli artisti famosi in un certo modo poi, quando andiamo a scavare più a fondo, capiamo che la loro vita è fatta di grandi successi ma anche di grandi sofferenze private che non ti aspetti». Esattamente come nel caso di Maria Callas all’apparenza «una donna vincente, considerata glamour».
A Spoleto il debutto l’estate scorsa «ha avuto un’accoglienza fantastica» al teatro Romano che si prestava all’opera quasi come un palcoscenico naturale. Ora il salto a Perugia, nel suggestivo auditorium recentemente ristrutturato e riaperto al pubblico da pochi mesi.
Sabato sarà «una serata tranquilla ma anche evocativa, molto suggestiva» durante la quale i protagonisti riescono sempre ad emozionarsi molto (sia in prova che al debutto) tra parole e musica e, l’augurio dell’attore è che il pubblico condivida insieme questa alchimia «che fa respirare e che parla di bellezza, ma anche di difficoltà e dolore. Quando si ascoltano le arie si capisce che potenza aveva, che ha tutt’ora, nei confronti degli spettatori la musica. È qualcosa di coinvolgente».

A fine anno torna in Umbria dove è ormai “di casa”, diversi gli appuntamenti che lo hanno visto nel cuore verde d’Italia questa estate ma, attore fin da quando aveva 12 anni, Scarpati di ricordi ne ha moltissimi nella nostra regione della quale apprezza la bellezza di ogni angolo, borgo e città. Ad esempio, racconta, la tournée di tanti anni or sono con lo spettacolo “Ifigenia in Tauride” con il Teatro stabile dell’Umbria dell’epoca, insieme ad Anna Maria Guarnieri, con la regia di Castri. Le città di Spoleto e Todi per i prestigiosi festival, occasione per visitare l’Umbria, ma anche «per rimanere aggiornati sulle novità, sui nuovi testi, per confrontarsi con i colleghi», e Perugia con il Teatro Morlacchi dove tanto ha lavorato. Nel cassetto dei ricordi diverse opere, tra le quali “Il poverello” di Jacque Copeau nella chiesa di San Fortunato a Todi, “Orfani” di Sergio Pantoni al Morlacchi di Perugia e “Chiedi la Luna” con Margherita Buy film di Giuseppe Piccioni girato fra il capoluogo umbro e Gubbio.
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