Il coro lirico dell'Umbria (foto Claudia Joan)
Il coro lirico dell'Umbria (foto Claudia Joan)

Il Coro lirico dell’Umbria invita tutti a teatro

I prossimi appuntamenti in programma

A cura del Coro lirico dell’Umbria

PERUGIA – Chi ama la Lirica lo ha sempre saputo che l’Opera è un patrimonio straordinario dell’umanità’, ma che venga riconosciuto ufficialmente dalla commissione riunitasi a Botswana e che per acclamazione di tutti i Paesi membri dell’Unesco venga dichiarata Patrimonio immateriale dell’Umanità, è un riconoscimento che riempie di gioia tutti noi: ovviamente tutti i melomani innamorati del Bel Canto, ma specialmente il Coro Lirico dell’Umbria, che di questa pregevolissima forma d’arte ha fatto fin dalla sua nascita una vera e propria missione.

Sono trascorsi ben 6 anni da quando abbiamo cominciato a dare corpo al progetto di ricreare una stagione Lirica a Perugia, iniziando proprio con “l’Opera sotto le stelle”, che ogni estate viene proposta all’interno del ricco cartellone degli eventi della Cinegatti nei giardini del Frontone.
Nel febbraio del 2020 si tenne al Teatro Morlacchi anche una splendida Tosca. Ed è’ proprio dal Morlacchi che si vuole ripartire con il Progetto Grande Lirica Perugia, con appuntamento nella prossima primavera.

L’Opera scelta è la più rappresentata al Mondo, La Traviata di Giuseppe Verdi, un’opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave. La trama è tratta da “La signora delle camelie”, una pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.
Le note immortali del compositore, potenti e travolgenti, sapranno sapientemente trasportarci nei temi cruciali dell’esistenza umana quali l’Amore e la Morte. Un Verdi più attuale che mai, che noncurante del perbenismo dell’alta società, lancia con gli aerofoni degli affondi musicali emotivamente laceranti; tanto è vero che il compositore emiliano non amava usare la Tuba, e introduceva spesso il Cimbasso, una sorta di trombone a valvole che produceva dei suoni molto diretti anche nelle note basse. E di questo evento presto si daranno notizie più approfondite e dettagliate.

Intanto siamo davvero grati all’Unesco di essersi occupata della difesa e della diffusione del valore del Canto Lirio e del Teatro d’Opera, quale eccellenza del patrimonio culturale italiano.
A coloro che dicono che con la cultura non si mangia, ricordiamo che l’Opera attrae un pubblico alto-spendente ed un turismo di qualità, che sa apprezzare anche altre eccellenze artistiche e agroalimentari italiane.

Nulla ci impedisce di sognare che un giorno, proprio come accade per Verona o altre piazze liriche importanti, anche all’aeroporto di Sant’Egidio possano atterrare dei voli charter riservati e dedicati alle rappresentazioni operistiche del nostro bellissimo teatro Morlacchi.

Il traguardo istituzionale e internazionale di oggi è il risultato di un lungo e faticoso percorso, avviato nel 2011 quando i cantanti lirici solisti si costituirono in un’associazione denominata Cantori Professionisti d’Italia, col fine di riunire la categoria e permettere un confronto professionale su un ampio ventaglio di problematiche, a partire dalla difesa e la diffusione del valore della musica, in particolare del teatro d’opera, quale eccellenza e patrimonio della cultura della Repubblica Italiana.

Il presidente di Assolirica, il baritono Roberto Abbondanza, dichiara: “Dopo la bocciatura del primo dossier (presentato nel 2014) intitolato ‘L’Opera Lirica Italiana, dalle origini a un percorso Europeo’, la candidatura aveva trovato grande riscontro tra gli artisti lirici, tra i lavoratori dei Teatri italiani, gli studenti e i docenti dei Conservatori e soprattutto tra tutti gli appassionati del repertorio operistico. Abbiamo capito che bisognava allargare la Comunità dei proponenti anche a quei soggetti istituzionali che producono lo spettacolo operistico e in generale la musica in Italia”. Ed ora che tutti insieme, abbiamo raggiunto questo straordinario riconoscimento, il Coro Lirico dell’Umbria vi aspetta al Teatro Morlacchi di Perugia con il ‘patrimonio immateriale dell’umanità’.

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