di Luca Delle Fate
PERUGIA – La ricerca di persone scomparse è una delle attività istituzionali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Quasi tutti hanno sentito parlare dell’opera insostituibile dei cani da soccorso.
Quando una persona si smarrisce o c’è una catastrofe, i cani da soccorso sono tra le prime unità ad accorrere insieme a Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Protezione Civile. I cani da Mantrailing fanno parte di questa famiglia da lavoro, ma il loro compito è ben specifico: sono addestrati a ritrovare una persona tra centinaia.
Com’è possibile? Riescono a discriminare i vari odori umani e a seguirne uno distinto.
Negli ultimi anni è cresciuto a livello mondiale l’interesse per l’addestramento dei cani per la ricerca di persone scomparse, sotto a macerie o neve. Si tratta di pratiche tutte diverse che richiedono una specializzazione dell’animale e dell’addestratore.
Nel caso di neve o macerie la ricerca è legata all’emanazione di odori da parte dei sepolti e pertanto le condizioni di ricerca sono determinate dalle condizioni meteo esterne, quali:
condizioni meteo esterne
presenza di vento,
presenza di fumi o altri odori forti (es. carburanti),
presenza di altri animali sepolti,
tempo trascorso dall’evento (se è poco l’odore potrebbe non essere ancora risalito, se troppo
potrebbe essere disperso).
I cani delle Unità cinofile dei Vigili del fuoco sono “cani da ricerca” cioè addestrati a seguire tracce olfattive umane in genere e a distinguere se la persona trovata è in difficoltà o meno.
Alcune Associazioni impiegano cani da “mantrailing”, cioè addestrati per seguire la specifica traccia olfattiva di una singola persona. Il percorso per diventare unità cinofila è lungo e complesso e disciplinato dalla circolare DCFORM 19292 del 21.06.17 che stabilisce i criteri per accedere al percorso formativo in Tecniche Operative per Unità Cinofile (T.O.UU.CC.) e ottenere la certificazione di unità cinofila del CNVVF.
IL PERCORSO FORMATIVO
Per accedere al sopra citato percorso formativo le aspiranti unità cinofile devono essere in possesso di un cane di loro proprietà iscritto all’anagrafe canina, di una età compresa tra i sei e i diciotto mesi e in regolava con le vaccinazioni previste dal SSN.
A seguito della definizione, da parte della Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e AIB, delle carenze di unità cinofile sul territorio nazione la Direzione Centrale per la Formazione ha emanato una circolare, con l’indicazione delle carenze, ripartite per ogni Direzione Regionale, al fine di raccogliere le domande degli aspiranti cinofili, in possesso dei requisiti previsti nella circolare di riferimento, che saranno successivamente convocati presso la Scuola Nazionale UU.CC. di Volpiano, o altro sito, per verificare le caratteristiche attitudinali e caratteriale del binomio uomo-cane (socializzazione ambientale – interspecifica – intraspecifico, tempra, temperamento, vigilanza,
motivazione all’interazione al gioco e aggressività). Gli aspiranti cinofili risultati idonei sono poi ammessi al corso di formazione in T.O.UU.CC. della durata di 10 settimane ripartite su 10 mesi.
Il percorso è suddiviso in due parti:
1. una rivolta ad acquisire le conoscenze tecnico/teoriche in materia, acquisire il controllo del cane attraverso esercizi di condotta e di palestra propedeutici alla ricerca su macerie e superficie,
2. l’altra a formare il binomio uomo cane ad affrontare ogni possibile scenario SAR, in ambiente o a seguito di terremoti, crolli o alluvioni. Per ottenere la certificazione in T.O.UU.CC. gli aspiranti devono superare positivamente i due momenti formativi.
L’obiettivo della Scuola Nazionale UU.CC. del Corpo nazionale è certificare unità cinofile che possano operare negli scenari operativi più disparati, dalla più comune ricerca in superficie tra i boschi, terremoti e crolli fino ad arrivare a scenari come Rigopiano e Ponte Morandi a Genova. Per garantire questi livelli operativi di eccellenza le unità vengono sottoposte ad momenti formativi sempre più impegnativi presso appositi campi, realizzati secondo una specifica disciplina stabilita dalla Direzione Centrale per la Formazione finalizzati a ridurre progressivamente la quantità di effluvio (insieme di cellule epiteliali, sudore ecc. rilasciati in continuo dal corpo umano) necessaria per consentire l’individuazione dei dispersi da parte del cane e aumentare le capacità di mobilità dell’unità cinofila su ogni tipologia di ambiente e materiali.
I cani da ricerca in superficie e macerie sono addestrati per riconoscere in maniera generale, l’odore umano. Per questo sono spesso impiegati per accelerare le ricerche di possibili superstiti sotto macerie e calcinacci. Il loro muso è alzato: con il tartufo al vento sono in grado di tracciare ogni molecola ‘umana’ man mano che vi si avvicinano.
Quando si esegue una ricerca ci sono sempre moltissimi “falsi positivi” ma questo fa parte delle attività che il conduttore deve gestire. Nel caso di ricerca di scomparsi i cani hanno due funzioni. Se si tratta di terreni impervi o boschivi i cani, per la loro altezza, sono in grado di infilarsi in cespugli e sottobosco e quindi individuare eventuali persone o corpi.
Più difficile è la ricerca con odori perché la persistenza delle molecole dell’odore, oltre alle determinazioni precedenti, dipende anche dall’estensione della ricerca.
Nel caso in cui si ritenga che il disperso sia anche ferito si può ricorrere anche a quei cani definiti impropriamente “cani molecolari” .
IL CANE DI SANT’UBERTO
Si identificano con questo termine cani particolarmente sensibili all’odore del sangue ovvero “Bloodhound” o Cane di Sant’Uberto (Chien de Saint Hubert). È un animale che se opportunamente addestrato è in grado di rilevare e segnalare la presenza anche minima di tracce di sangue. Queste tracce devono però essere a portata olfattiva che dipende dalle condizioni ambientali ma non può mai superare qualche metro. Quando il cane sente l’odore del sangue diventa particolarmente concentrato al punto da non ascoltare i comandi dell’istruttore.
Una volta identificato l’odore inoltre tende a spingere la ricerca fino in fondo e a ritrovare il disperso, sperando che sia ancora vivo .


