El. Cec.
TERNI – Il clima e l’atmosfera natalizia scaldano tutti, anche i detenuti e gli operatori del carcere di Terni, a cui ha fatto visita il vescovo Francesco Antonio Soddu, insieme al comandante della polizia penitenziaria, Fabio Gallo, dell’assessore alle politiche sociali e welfare del Comune di Terni, Viviana Altamura, del direttore della Caritas diocesana, don Giuseppe Zen, del cappellano del carcere padr, Massimo Lelli, di padre Danilo Cruciani, padre, Luca Atzeni, del diacono, Ideale Piantoni, di Martina Tessicini, presidente dell’associazione di volontariato San Martino, della responsabile del settore carcere della Caritas Nadia Agostini, di altri volontari e operatori e alla presenza del direttore della Casa circondariale di Terni Luca Sardella. Il vescovo ha presieduto la celebrazione prenatalizia e in segno di solidarietà con i detenuti sono stati donati 250 panetti. Inoltre, il 21 e il 27 dicembre e il 3 gennaio 2024 saranno organizzate delle tombolate all’interno dei padiglioni della Casa Circondariale.
All’ingresso del carcere, il vescovo ha ammirato il grande presepe realizzato da un detenuto Alta Sicurezza 3 in collaborazione con altri detenuti dello stesso circuito. Il presepe è ambientato nella Roma antica, rappresentata dal Colosseo, e nella Roma cristiana rappresentata dalla basilica di San Pietro, con la natività sospesa su una nuvola che domina dall’alto il paesaggio sottostante. Un presepe interamente artigianale, frutto di un lavoro iniziato da mesi, con i vari pezzi realizzati all’interno delle camere detentive.
«Sono contento di essere qui e di poter augurare a voi un felice Natale – ha detto il vescovo -. Il Natale ci ricorda la nascita di Gesù che si è fatto uomo, segno di speranza, che scaccia le tenebre che affliggono le persone. Lui si dona a noi, perché possiamo essere liberi; quella libertà interiore, che nessuno potrà mai togliere: non può esserci un detenuto che non vive la libertà dei figli di Dio, come molti altri che, al di fuori di qui, in libertà, vivono però in schiavitù, perchè sono incatenati dal proprio egoismo. Gesù si fa piccolo ed entra nella storia del mondo e nella storia di ciascuno di noi, è un incontro con una persona viva da cui imparare il senso autentico della vita».
Al vescovo sono stati donati, da parte dell’amministrazione penitenziaria, una bottiglia di essenza di lavanda prodotta in carcere e dei biscotti realizzati dalla panetteria all’interno della Casa Circondariale.







