“Le impronte di donna” si scorgono ovunque, Daniele Di Lorenzi racconta l’universo femminile nel suo libro

Lo scrittore e professore al Liceo Classico parla del nuovo volume: « Il punto di vista della donna è importante, permette di vedere uno spaccato di società e di mondo, per troppo tempo non hanno avuto modo di parlare». L’INTERVISTA

di ELENA CECCONELLI

TERNI – Un libro che oggi più che mai merita l’attenzione e la lettura. In un momento in cui sempre più spesso sui giornali si prende conoscenza di episodi violenti nei confronti delle donne, di soprusi e di atteggiamenti ossessivi perpetuati da quanti non accettino che le donne abbiano una loro indipendenza. D’altronde, come afferma anche Daniele Di Lorenzi: « È un problema di carattere culturale, si tratta di una condizione storica in cui le donne non hanno avuto per tanto tempo l’opportunità di avere la parola, gli uomini, invece, hanno sempre avuto la parola, sin dal momento primitivo». E proprio partendo dal punto di vista femminile, lo scrittore Daniele Di Lorenzi e dalla sua passione illimitata per la critica letteraria e la letteratura ha deciso di pubblicare il libro “Impronte di donne – ritratti femminili nella narrativa europea del XXI secolo” .

«La donna non ha mai avuto uno spazio privato della scrittura e anche la letteratura italiana è essenzialmente maschile. Nelle nostre antologie compaiono scrittori uomini, pochissime sono le donne, quando invece la scrittura femminile, soprattutto nel 900, ha avuto grandi scrittrici femminili – afferma Daniele Di Lorenzi – Il lmio ibro è frutto di due anni di ricerche in cui ho spulciato romanzi dove emergevano ritratti femminili legati a questo secolo che si è appena aperto ma è già pieno di contraddizioni dal punto di vista politico e dal punto di vista del genere. La donna è uno strumento importante perché attraverso la sua ottica e il suo punto di vista permette di vedere, nella sua estrema sincerità e verità. uno spaccato della società e del mondo. Mi interessava la prospettiva e il punto di vista femminile sulle cose e mi è interessato vedere come la donna dicono tutto, a differenza degli uomini che giocano più sul romanzesco, le donne hanno nel romanzo uno strumento per testimoniare le loro verità.

«Da tanti anni mi occupo di critica letteraria e credo che la critica ormai sia un bivio – prosegue Daniele Di Lorenzi – si deve tenere conto per chi si scrive, la critica letteraria si pensa che sia un argomento soltanto per pochi ma la gente legge anche quando viene indirizzata a leggere quindi la critica non deve staccarsi dal mondo ma deve nutrirsi del mondo, guardarsi intorno, ed essere una lente che permetta a tutti di leggere. Una delle cifre più caratteristiche della mia critica che ha avuto anche riconoscimenti notevoli da parte di critici contemporanei come Massimo Onofri o Renzo Paris, sia una critica nuova perché in ogni libro che pubblico io scelgo uno stile, la critica deve percorrere e servirsi di nuovi stili per arrivare il più possibile al pubblico, al lettore implicito, che è una risorsa».

Daniele Di Lorenzi insegna italiano e latino al triennio al Liceo Classico di Terni, ha iniziato il suo percorso come filologo classico e ha curato le edizione autografe di testi conosciuti come un manoscritto risalente al ‘400 intitolato “La Trasimenide” di Matteo Dall’Isola o un altro testo del medico Gentile da Foligno che ha tradotto dal latino. Dal 2000 si è occupati di letteratura e poesia contemporanea, pubblicando testi di critica non solo letteraria ma anche musicale ( si è occupato tra l’altro di personaggi femminili all’interno della lirica di Mozart). Collabora con la rivista Avanguardia e si occupa anche di cinema con la rivista Visconti. Nella sua critica utilizza diversi linguaggi, ritendendo che ormai la critica debba necessariamente usare più linguaggi per poter arrivare ad un pubblico più ampio possibile, per far sì che la critica sia un punto di riferimento per chi voglia vivere un’esperienza di lettura. Il suo ultimo libro, non a caso, si intitola “L’arma bianca della critica” in cui Daniele Di Lorenzi sottolinea come la critica sia appunto “un’arma” che non ferisce, non colpisce, non distrugge ma entra nella vita di ognuno di noi, nella convinzione che la critica e la letteratura siano parte integrante della vita dell’essere umano, la letteratura deve far scaturire delle domande nell’uomo e d’altronde, come ritiene lo scrittore e professore, l’uomo si deve porre nei confronti della vita in modo interrogativo.

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