R.P.
PERUGIA – Un bilancio che guarda al futuro con investimenti, crescita e programmazione. Con massima attenzione agli sprechi. Parole e numeri che la presidente della Regione, Donatella Tesei ha pronunciato questa mattina nell’aula di palazzo Cesaroni in occasione dell’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa dell’Umbria del Defr. Il documento di economia e finanza regionale, è stato infine approvato a maggioranza con i 12 sì del centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista Tesei e il consigliere Nicchi, ora nel Misto), i 7 no del centrosinistra (Partito democratico, Movimento 5 Stelle e la consigliere Porzi) e l’astensione del consigliere Fora.
Intervenendo in aula, la presidente Tesei ha evidenziato l’incremento del Pil regionale del 2% mentre, ha voluto ricordare la governatrice, nel decennio precedente «era sceso dell’1,2%, l’occupazione è arrivata al 65%, +5 rispetto alla media. Nonostante un saldo naturale della popolazione in calo, abbiamo un aumento dei residenti frutto delle politiche di sostegno alle famiglie con 30 milioni di euro che diventano strutturali». Le imprese umbre, ha proseguito la governatrice, sono state «messe al centro delle nostre politiche. Le imprese umbre più rilevanti sono cresciute molto rispetto al 2019 su tutti i principali indicatori. Ma anche le imprese più piccole stanno crescendo».
La sinergia con l’Europa, ha affermato Tesei, porterà nei prossimi anni al Cuore verde «1,6 miliardi di euro, risorse come mai in passato; 150 milioni di opere pubbliche strategiche sono state già approvate in giunta. Nonostante l’ulteriore partecipazione ai saldi di finanza pubblica, per il quarto anno consecutivo non abbiamo alzato la pressione fiscale su famiglie e imprese. Vengono mantenute tutte le misure espansive e di sovvenzione usate in questi anni: uno sforzo enorme fatto di spending review e capacità di gestione del bilancio, per il quale ringrazio l’assessore Agabiti».
Nel 2024, ha aggiunto Tesei, la Regione continuerà «a investire nell’aeroporto, una infrastruttura strategica, come dimostrano i numeri. Costruito con 60 milioni di risorse pubbliche, rischiava di chiudere quando siamo arrivati. Con un’azione chiara l’abbiamo trasformato, e contiamo di chiudere il 2023 con 527mila passeggeri. E vogliamo proseguire, dobbiamo guardare avanti, non si può tornare indietro. La nostra prospettiva è di un milione di passeggeri». Per la E45, ha proseguito la governatrice, continuano i lavori «che finiranno in tutta la rete stradale regionale nel 2025». Nel 2024 palazzo Donini impegnerà energie per far partire «gli appalti Fsc, con la nuova Umbriafiere e l’inizio del cantiere della nuova Monteluce. Ma anche opere infrastrutturali, come l’ex Fcu, il nodino di Perugia, la Tre Valli, la E78. Inoltre nel 2024 si avvierà l’accordo di programma Ast Arvedi con investimenti mai visti che renderanno l’acciaieria compatibile con l’ambiente. infine contiamo di avviare la ricostruzione di Castelluccio, con l’obiettivo di chiudere l’intera ricostruzione in 3 anni, a 10 anni dal sisma nonostante il ritardo di 3 anni inizialmente accumulati». L’anno prossimo, inoltre, Tesei ha annunciato che continuerà «la strategia del brand Umbria, con i grandi eventi facendo crescere ancora di più il turismo».
Il Pnrr, come ha avuto modo di indicarlo Tesei, sarà la «nostra arma anticiclica, visto che porterà 3,5 miliardi di risorse, alle quali aggiungere 1,3 miliardi di cofinanziamento. Una somma importante che dovrebbe rappresentare per l’Umbria un aumento del pil di oltre l’1 per cento per 4 anni con ipotizzabili 5300 occupati l’anno. Sulla sanità abbiamo ereditato una situazione difficile, con enormi liste d’attesa e conti difficili». Infine, un resoconto sulle azioni nel corso della pandemia: «La gestione del Covid di questa Regione è stata considerata una delle migliori d’Italia, ma l’impatto sulla nostra sanita non sfugge a nessuno, con le difficoltà per far ripartire la macchina. Solo da aprile 22 abbiamo potuto lavorare strutturalmente al necessario rifacimento del sistema sanitario. Abbiamo tenuto i conti in ordine con l’aiuto del governo. Abbiamo sanato cose assurde, come l’Istituto clinico tiberino. Le liste d’attesa sono state abbattute in parte, ma siamo lontani dall’obiettivo delle 30mila che mette in equilibrio il sistema».
A intervenire nel dibattito è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca: «Sembra un documento riferito ad un’altra Regione, in cui non ci sono problemi, il livello di qualità della vita è ai massimi livelli, la performance aumenta costantemente, il Pil è stellare, l’occupazione aumenta così come il benessere delle famiglie. Chi vive in Umbria vede invece una situazione molto diversa».
Così la capogruppo del Pd, Simona Meloni: «Siamo consapevoli delle difficoltà da affrontare. Bisognava puntare su sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Ci troviamo di fronte ad un Defr pieno di vedremo e faremo. Le performance peggiori sono su salute e benessere, dove ricadono solo il 3,3% di progetti Pnrr».
Per Vincenzo Bianconi del Misto «le fragilità dell’Umbria non sono venute meno ed anzi si sono rafforzate. Subiamo lo spopolamento, l’incapacità di attrarre lavoratori e nuovi cittadini, la crisi demografica che ci rende una delle regioni più anziane. Tutte criticità a cui non sono state date risposte. Il turismo cresce ma non in tutte le aree della regione».
Il Defr, secondo Andrea Fora di Patto civico per l’Umbria, dovrebbe «provare a disporre misure più strutturate e immediate per i problemi principali dell’Umbria, contenere indicazioni progettuali chiare, definite e con un cronoprogramma quanto più puntuale possibile. Il Defr 2024 è molto centrato sulla dimensione del prossimo anno, con un occhio rivolto al 2026, anno di conclusione e rendicontazione delle misure ed opere del Pnrr».
La capogruppo di FdI, Eleonora Pace, ha affermato che «non si può dire che non siano stati raggiunti obiettivi durante questa legislatura e che nel Defr ci siano solo impegni sul futuro. Sui trasporti, sul Pil, sull’occupazione sono stati centrati traguardi mai raggiunti. Sulla gestione della pandemia abbiamo avuto riconoscimenti nazionali su contenimento dei contagi e vaccinazioni».
Fin dall’inizio della legislatura, ha ricordato il capogruppo leghista Stefano Pastorelli, la presidente Tesei «ha dimostrato la differenza con le giunte precedenti. Sulle infrastrutture ci sono stati investimenti per l’aeroporto. Sul turismo, con un riscontro sul numero degli arrivi. Sulla famiglia, con una legge regionale apposita. Sulla sanità, sono state affrontate quelle difficoltà che tutte le Regioni vivono. Contiamo che la Presidente continui così anche nell’ultimo anno».
Duro il portavoce dell’opposizione e consigliere del Pd Fabio Paparelli: «Siamo in realtà chiamati a votare sulla risoluzione al Defr. Sul documento esprimo un giudizio negativo e faccio fatica a chiamarlo Defr, per come sono stato abituato a concepire un documento di economia e finanza regionale. Lo trovo incompleto nella parte di delineazione degli obiettivi strategici».
Prima del voto finale, sono stati votati 13 emendamenti, di cui 12 sono stati bocciati e uno approvato all’unanimità. Si tratta di quello a firma Porzi (misto – prima firmataria), Meloni (Pd), Puletti, Fioroni (Lega), Pace (FdI), Bettarelli, Paparelli (Pd), Fora (Patto civico), Bianconi (misto), De Luca (M5S) che impegna a maggiori stanziamenti per il contrasto alla violenza contro le donne, rafforzando la rete di prevenzione, la presa in carico, l’autonomia delle donne vittime di violenza, promuovendo campagne di sensibilizzazione e garantendo il patrocinio legale gratuito alle donne vittime di violenza e ai familiari delle donne vittime di femminicidio.


