TERNI – Nel Sevizio idrico integrato la politica è sempre più con l’acqua alla gola. Incapace, ad oltre sei mesi di distanza, di trovare un governo per un’azienda che gestisce un bene essenziale come l’acqua e che fattura milioni di euro. La destra, la sinistra, Alternativa popolare di Stefano Bandecchi, non fanno altro che accusarsi reciprocamente di “inciuci”. Il centrodestra accusa Bandecchi e la sinistra di fare accordi. Così come fa Alternativa popolare nei confronti di Pd e Fratelli d’Italia, imputando loro di voler ripristinare il sistema dei partiti. La triste realtà è che né la vecchia né la nuova politica sono in grado di dare un nuovo consiglio di amministrazione al SII, che al momento si regge esclusivamente sul socio privato Umbria2 e sulla prorogatio del presidente, sempre meno politico e sempre più istituzionale, Carlo Orsini (FdI).
Anche lunedì 18 c’è stato un tentativo di costruire una lista maggioritaria che consenta di indicare membri del consiglio di amministrazione designati dalla politica, da affiancare a quelli di Umbria2, Asm, Aman. Solo che neanche questa volta non si è arrivati al voto, in quanto non c’è accordo che tenga. Il patto tra il Pd, senior o junior che sia, e Stefano Bandecchi, non regge alla prova dei fatti. Neanche a parlarne poi di una intesa tra Alternativa popolare e il centrodestra mcon i rapporti tra Bandecchi e Fratelli d’Italia ai minimi storici, stando agli insulti che girano nel consiglio Comunale di Terni. Pochissime le certezze: vista la composizione percentuale della quota pubblica, è praticamente impossibile ogni accordo con il Comune di Terni. Ma sia la destra che la sinistra sembrano terrorizzate dal dialogare con l’antipolitico Bandecchi, il quale, a sua volta, preferisce di gran lunga fare il battitore libero.
Il risultato è desolante: la maggiore azienda pubblico privata del territorio di fatto paralizzata nelle scelte strategiche. Di mezzo non c’è solo il servizio idrico ma la stessa capacità di espansione di una società che appena un anno fa sembrava ambire a scenari regionali e che ora invece è paralizzata dalla politica.
Intanto sull’ennesima debacle trapelano indiscrezioni: la delegata del Comune di Terni, Michela Bordoni, non avrebbe neanche messo piede in assemblea, mentre il sindaco di Arrone avrebbe fatto perdere le sue tracce insieme a alla delega del sindaco di Narni, Lucarelli, rimasta custodita nelle tasche di Di Gioia.


