AL.MIN.
UMBERTIDE (Perugia) – Cattivi odori e insetti in gran quantità provenienti da un allevamento troppo vicino a case e palazzi. Scatta lo sgombero di una stalla per motivi igienico-sanitari dopo le numerose segnalazioni degli abitanti di una zona residenziale posta all’estrema periferia della città. La struttura, una volta posizionata nel bel mezzo della campagna umbertidese, con l’espansione urbanistica del capoluogo, è stata inglobata all’interno del centro abitato.
Come si legge nell’atto firmato dal sindaco Luca Carizia, il 3 luglio di quest’anno al Comune di Umbertide è pervenuta una nota da parte della Usl Umbria 1, relativa alla necessità a seguito di un esposto «per disagi derivanti dall’attività di allevamento animali» e di procedere congiuntamente al Comune ad accertamenti urbanistici e igienico sanitari presso l’allevamento.
A seguito dell’esposto, il 25 luglio è stato effettuato un sopralluogo congiunto tra tecnici del Comune di Umbertide, della Usl Umbria 1, unitamente a personale della Polizia locale, presso l’azienda agricola. Al termine del sopralluogo è emersa la presenza di un allevamento di animali, costituito principalmente da bovini e suini e secondariamente da avicoli, ricoverati in alcune strutture all’interno della proprietà dell’allevatore. Il 27 luglio, vista l’assenza di titoli abilitativi edilizi e la difformità da quelli rilasciati, è stata emessa un’ordinanza di demolizione da parte del responsabile del Suape del Comune di Umbertide.
Inoltre, il 31 luglio il Dipartimento igiene e sanità pubblica della Usl Umbria 1 ha trasmesso al Comune le risultanze del sopralluogo, richiedendo all’azienda agricola una relazione descrittiva dell’attività di allevamento, comprensiva di planimetrie catastali con i particolari delle distanze degli allevamenti dai fabbricati, civili abitazioni, strade, confini. Il 19 settembre è stata acquisita dal Comune di Umbertide la relazione dell’impresa agricola a firma di un agronomo nella quale veniva descritta l’attività dell’allevamento.
Nel rapporto conclusivo della Usl, inviato al Comune il 9 novembre, è emersa la criticità dell’allevamento di suini, bovini e avicoli in relazione alla loro ubicazione e vicinanza ad una zona residenziale ritenendo che l’ azienda agricola in questione «debba presentare un piano che preveda l’individuazione di una stalla di bovini in area idonea e il cronoprogramma per il progressivo allontanamento/trasferimento degli animali, ritenendo utile un periodo di 12-18 mesi» e che «le ripetute segnalazioni da parte dei residenti, di disagi di tipo igienico-sanitario, quali cattivi odori e presenza anomala di mosche, abbiano un concreto fondamento causale riconducibile agli allevamenti in questione».
Nell’atto viene ricordato che l’attività di allevamento svolta dall’azienda, rientra nell’elenco delle industrie insalubri di cui all’216 del Regio decreto 27 luglio 1934 e pertanto “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”. Inoltre, all’articolo 167 del regolamento di igiene del Comune di Umbertide vieta la tenuta di stalle all’interno dei centri abitati, mentre l’articolo 168 identifica come stalla, qualsiasi locale o corpo di fabbrica adibiti al ricovero permanente o temporaneo di bovini e suini, equini.
Nello specifico, nell’atto firmato dal sindaco viene ordinato «di sgomberare, per motivi igienico-sanitari, l’allevamento di suini, bovini e avicoli ubicato, entro il termine di 12 mesi dalla data di notifica della presente ordinanza».
Viene quindi stabilito al proprietario di presentare al Comune di Umbertide e all’Usl Umbria 1, entro il termine di giorni 45 dal ricevimento dell’ordinanza, un piano di dismissione dell’allevamento o in alternativa di allontanamento/trasferimento del medesimo presso altra struttura idonea all’uso, nella disponibilità dell’impresa. Viene di conseguenza imposto di adottare, nel periodo concesso per le attività di sgombero, tutte le procedure atte a limitare il disagio per i residenti limitrofi dal punto di vista delle emissioni odorigene e della proliferazione di insetti. Con riferimento alla detenzione di suini che formano la “principale fonte di inconvenienti igienico sanitari, di attuare quanto precedentemente riportato attraverso l’immediata autolimitazione dei capi presenti.
L’ordinanza, si evince dall’atto, è stata trasmessa all’autorità giudiziaria, alla Regione dell’Umbria e all’Usl. E’ ammesso il ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria entro 60 giorni o il ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni.


