A Enrico Terrinoni il premio Sergio Perosa

Il professore dell’Università per stranieri di Perugia: «Sono felice e onorato»

Redazione Perugia

PERUGIA – Premio di Anglistica Sergio Perosa per Enrico Terrinoni, anglista, traduttore italiano, e docente di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia: la premiazione sabato 16 marzo alla Casa dei Carraresi a Treviso.

La giuria ha unanimemente decretato il vincitore per l’opera critica “Su tutti i vivi e i morti. Joyce a Roma” (Feltrinelli 2022). Si tratta di un’opera originale per impostazione e sviluppo da parte del massimo esperto vivente di Joyce, da lui tradotto e studiato in una cospicua serie di opere. Questa ricostruisce i sette mesi e sette giorni trascorsi da Joyce a Roma nel 1906-7, prima del suo “esilio” a Trieste: un periodo di incertezza, angoscia e “terrore”, nel quale germogliano per associazione nella sua mente e nel suo inconscio, le paure e le fobie, le prime intuizioni e i primi elementi che costituiranno gradualmente Ulysses e si intrecceranno poi nelle altre sue opere. La ricostruzione è altrettanto fantasiosa e intuitiva, intreccia una capillare conoscenza biografica e dei testi minutamente posseduti, come per “scarti quantistici”, in “maniera probabilistica”, ma tale da mettere in luce le sotterranee, misteriose, sottilissime vie del genio.

«Sono felice e onorato – ha detto Terrinoni – di ricevere il primo Premio nazionale di Anglistica della Fondazione Cassamarca dedicato al professor Sergio Perosa. Ritengo un bel segnale che la giuria di questo premio abbia scelto un libro che nasce dalla volontà non solo di raccontare una storia inedita ma anche di ribadire che i grandi scrittori non inventano mai nulla. La loro creatività nasce dell’esperienza: è la transustanziazione del vissuto nella materia di cui è fatta l’arte, ovvero i sogni, la cosa più materiale che esista. Troppo spesso ci dimentichiamo che i libri non nascono dalla pura fantasia, non sono pura invenzione. I libri, i grandi libri, sono un modo di proiettarci in un futuro di visione, e questo capita perché sanno distillare la vita. Sapere che un simile messaggio sia stato apprezzato dai giurati di questo premio importantissimo per il mio settore di studio e per l’accademia italiana in generale, è un enorme piacere per me».

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