TERNI – Trenta tablet e un computer, il bottino. Un furto alla scuola elementare Mazzini su cui la Polizia di Stato sta indagando, che sconvolge perché fatto ai ragazzi. Dentro la loro scuola. «In un contesto positivo – evidenzia la dirigente , Luciana Leonelli – e quindi doppiamente traumatico per gli studenti». Condanna l’atto vandalico e difende la comunità educante: «Alla Mazzini, così come alla Vittorio Veneto e alla Anita Garibaldi, ci sono persone appassionate di scuola e dedite ai bambini. Quindi è vero che il furto di apparecchiature tecnologiche ci impoverisce, ma solo nella struttura, non nella passione pedagogica degli insegnanti, dei collaboratori scolastici, del personale della segreteria».
Tristissima per quanto accaduto, con ogni probabilità, nella notte tra domenica e lunedì. «Depredare una scuola elementare è un atto di inciviltà che cancella il senso di cura che tutti dovremmo avere per i nostri bambini e ragazzi. Un istituto si spende per ottenere finanziamenti, per acquistare strumenti in grado di sostenere il lavoro di insegnanti e alunni. Ma rubarli non significa azzerare tutto. Andiamo avanti con la passione».


