TERNI – Il Santa Maria che rimane senza un servizio importante nella lotta contro i tumori – le analisi molecolari – è una pagina che inizia ad essere scritta da settimane. Da quando la biologa, Cecilia Caprera, che si occupava del servizio ha deciso di non rimanere a Terni anche perché legata da un contratto a tempo determinato.
Una professionalità apprezzata ma che finora la “burocrazia” regionale non ha saputo stabilizzare. Complice l’ offerta di una struttura specializzata nella lotta ai tumori la biologa molecolare se n’è dunque andata. Terni si è ritrovata costretta – come denuncia il vicesindaco Riccardo Corridore – a inviare il materiale da analizzare ai laboratori dell’ azienda ospedaliera di Perugia che così si sono trovati sovraccarichi di lavoro. I tempi delle risposte si allungano, in un settore medico dove le tempistiche hanno il loro peso e dove ci sono tanti pazienti in attesa. Ora l’Azienda ospedaliera ha avviato le procedure selettive per ingaggiare nuove professionalità. Gli addetti ai lavori parlano almeno di sei mesi necessari, senza considerare quelli della formazione specifica. Per buona parte del 2024 Terni dunque sarà solo un punto di raccolta del materiale da sottoporre ad analisi molecolare. Uno sportello per una struttura che continua ad essere chiamata di alta specialità, in una città da 110 mila abitanti. Una pagina non edificante, che conferma quello che i sindacati della sanità denunciano da tempo: il Santa Maria di Terni incapace di trattenere le sue professionalità.


