La terra trema di continuo in Umbria, ecco le zone più colpite dalle scosse nel 2023

Il report annuale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Sono oltre 5mila gli eventi sismici registrati

A.M.

PERUGIA – Quasi un terzo di tutti i terremoti registrati in Italia in dodici mesi. Sono state oltre 5mila le scosse documentate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che durante il 2023 hanno avuto come epicentro l’area di Norcia-Amatrice-Visso. Ad analizzare la serie di fenomeni sismici avvenuti nella zona duramente colpita dalle scosse che hanno avuto inizio nel 2016, è stato lo stesso Ingv nel report dello studio annuale sui terremoti in Italia.

Come rende noto l’Istituto, nel 2023 sono state registrate «numerose sequenze sismiche più o meno lunghe, alcune delle quali già attive negli anni precedenti, come la sequenza in Italia centrale iniziata nell’agosto 2016». Le sequenze sismiche tra Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo, sono state «generalmente di breve durata e con valori di magnitudo non elevati».

L’attività sismica nell’area della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia (centro Italia), iniziata il 24 agosto del 2016 e proseguita negli anni successivi, evidenzia Ingv, si è «mantenuta costante nel numero complessivo di scosse, soprattutto con eventi di magnitudo inferiore a 2.0 e con pochi terremoti di magnitudo maggiore di 3».  Questa sequenza, sottolinea l’Istituto, contribuisce ancora «in maniera significativa alla sismicità in Italia. I suoi oltre 5000 terremoti rappresentano una importante percentuale (circa il 30 %) di tutti i terremoti registrati dalla Rete sismica nazionale nel 2023». L’evento di magnitudo maggiore è avvenuto il 16 dicembre: un 3.6 con epicentro ad Ussita, in provincia di Macerata. 

Le sequenze sismiche nell’anno da poco lascito alle spalle hanno anche riguardato l’Alta Umbria. Più di 300 sono state infatti le scosse che sono avvenute nell’area di Umbertide e che hanno duramente colpito le località di Pierantonio, Pian d’Assino, Montecorona nel Comune altotiberino e le frazioni perugine di Sant’Orfeto e Rancolfo. Come si evince dalla ricerca di Ingv, sono stati registrati «oltre 300 terremoti, i due più forti sono avvenuti il 9 marzo, Mw 4.3 e Mw 4.5, a distanza di poche ore. Questi due eventi, oltre a provocare alcuni danni nell’area epicentrale, sono stati ampiamente risentiti in tutta l’Umbria settentrionale ed anche in alcune aree confinanti di Toscana, Marche e Lazio».

Questi invece i dati a livello italiano. Nel 2023 la Rete sismica nazionale ha localizzato 16.307 terremoti nella penisola e nelle aree limitrofe. Come nel 2022, poco più di 44 eventi al giorno – in media – sono stati gli eventi analizzati dai ricercatori e tecnici nelle sale di sorveglianza di Ingv. La media è stata di quasi un terremoto ogni mezz’ora.

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