Michela Lucenti e Balletto Civile tra recitazione, danza e tragedie familiari al teatro Manini di Narni

In scena lo spettacolo “Nothing – nel nome del padre, del figlio e della libertà” tratto da “Re Lear” di William Shakespeare

El. Cec.

NARNI (Terni) – Un’analisi tra amore e potere, dove di mezzo c’è una crisi irreversibile dei rapporti tra padri e figli. Parricidi, fratricidi pur di arrivare alla sovranità e alla libertà. È quanto sarà rappresentato il 13 gennaio al teatro Manini di Narni con l’opera “Nothing – nel nome del padre, del figlio e della libertà” per il nuovo spettacolo firmato dalla regista Michela Lucenti e Balletto Civile. Per riflettere insieme al pubblico sulla possibilità di ricominciare, rinnegando l’eredità familiare e la legge dei “padri”.

Lo spettacolo è tratto da “Re Lear” di William Shakespeare che si trasforma così in una drammaturgia coreografica, spigolosa, capace di inserirsi come un cuneo nelle pieghe della realtà, un duello fisico fra corpo e parola, movimento e spazio scenico. Intepretrato da: Fabio Bergaglio, Daniele Boccardi, Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Maurizio Lucenti, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Giulia Spattini.
Il titolo evoca il Niente pronunciato da Cordelia, la parola che da inizio alla distruzione del conosciuto e che apre le porte al nuovo, al sovversivo, ad un ordine che non era prestabilito.
Si pensa all’eredità come a qualcosa di materiale ma l’etimologia della parola erede che deriva dal latino heres, ha la stessa radice del greco cheros che significa deserto, spoglio, mancante. Potrà ereditare, dunque, solo chi si scopre orphanos. Occorre saper attraversare tutto il lutto per la propria radicale mancanza che è, alla fine, quella di non essere il padre.
La fredda notte che toglie la ragione è alle porte, sarà la notte in cui, abbandonati e perduti capiremo realmente da dove veniamo e qual è la nostra natura, la radice portante della nostra esistenza, la nostra unica eredità.

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