Povia: «Che nel 2024 tutti i bambini possano fare ooh!»

L’augurio, la festa, i fuochi d’artificio: piazza Ridolfi esplode di pubblico. LA VIDEOINTERVISTA

di ELENA CECCONELLI

TERNI – Nonostante la pioggia e gli ombrelli che hanno accompagnato la mezzanotte e il brindisi delle tantissime persone presenti in piazza Ridolfi, il cantautore Povia, ospite del Capodanno organizzato a Terni per salutare il nuovo anno, si è detto «entusiasta della moltitudine di persone che hanno preso parte dell’evento, mi sono divertito, tramite la musica si può essere liberi tutti insieme». Poi la sua dedica all’Umbria che « mi ha sempre portato bene» e l’augurio affinché «ci sia sempre la meraviglia in ciò che facciamo».

Il cantautore afferma la sua felicità di tornare nuovamente nel cuore verde d’Italia, d’altronde, sostiene :« A me l’Umbria porta bene, il primo concerto è stato a Lugnano in Teverina nel 2005 e ho partecipato anche all’Umbria Jazz. Mia mamma mi cucina le lenticchie di Castelluccio. Ho tanti ricordi affettivi. Mio padre mi portava spesso ad Assisi». Poi la riflessione sulla politica e i diversi schieramenti: «Quando mi chiedono se sono di destra o di sinistra, io rispondo che sono del centro storico. Credo che la gente sia tanto evoluta da andare oltre il concetto di destra o sinistra. Al di là degli schieramenti contano le persone e se una persona è brava e riesce a gestire a livello amministrativo una città o un paese bisogna rendergliene merito».

Le canzoni maggiormente conosciute di Povia sono sicuramente “I bambini fanno ooh!”, “Vorrei avere il becco” e “Luca era gay” e il cantautore spiega il loro significato: « “Quando i bambini fanno ooh!” è la voglia di rimanere bambini cercando di continuare a meravigliarsi. I bambini sono la cosa più importante. Io tutto quello che faccio attraverso la musica, lo faccio per le mie bimbe perché vorrei che crescessero con una visione in più, di un mondo che non viene raccontato. La musica va verso l’ordinario, pochi si azzardano a toccare tematiche che non mettono d’accordi tutti perché dopo ti si chiudono le porte. Io canto sia l’amore che queste tematiche e le bimbe escono con una visione in più, che non è la verità assoluta, ma sono contento che si facciano delle domande e che crescano intelligente come il padre. “Luca era gay” è stata una canzone fraintesa, perché è la storia di una persona che ho conosciuto nel 2003 che si chiamava Massimiliano, l’ho chiamato Luca per motivi musicali. Le persone che si vogliono bene, se stanno bene e sono tranquille, io non dico serene perché la serenità è una roba che esiste a sprazzi, però se una persona è tranquilla con se stessa, io non la giudico per il suo orientamento sessuale, può star insieme a chi vuole, l’importante è che sia tranquilla, perché se una persona inizia ad essere arrogante verso una persona che non la pensa come lui, allora diventa rabbia e c’è il cortocircuito. La libertà se è un valore assoluto o è per tutti o è per nessuno».

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