TERNI – Nuove tensioni all’ interno della assemblea della SII e la paralisi non conosce interruzioni. Così come da sei mesi a questa parte. Nella mattina di mercoledì ulteriori colpi di scena per una rappresentazione sempre più caotica.
I sindaci del Pd non si presentano. Protagonisti quelli del centrodestra e Riccardo Corridore in rappresentanza del comune di Terni. Si va a votazione. In base al peso anagrafico dei comuni la lista più votata è quella del Comune di Terni, quella di Alternativa Popolare per intenderci, che vede anche il consenso del piccolo comune di Lugnano in Teverina il cui sindaco recentemente è passato al partito di Stefano Bandecchi. Eletti nel cda cinque rappresentanti di Terni e Ap. Ed è un primo colpo di scena perché rimangono fuori tutti gli altri comuni e tutte le altre forze politiche. Ma c’è anche un secondo colpo di scena. Per certi versi ancora più clamoroso.
L’ attuale presidente in carica, Carlo Orsini, di Fratelli d’Italia annulla la votazione in quanto a suo dire sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.
Tutto azzerato. Ma non certo le polemiche.
Si scatena il vicesindaco Corridore: «Questa mattina nel corso dell’ assemblea della SII abbiamo registrato un atto del presidente Orsini che costituisce una grave illegittimità e che penalizza pesantemente la volontà del comune di Terni, di gran lunga il comune più rappresentativo dell’ assemblea».
«Nel corso dell’assemblea la lista del comune di Terni – segnala Corridore – votata anche da Lugnano in Teverina, ha riportato la maggioranza assoluta dei consensi dei votanti presenti con consequenziale elezione nel cda dei cinque rappresentanti. A fronte di una chiara e netta volontà dell’ assemblea Carlo Orsini, invece, ha ritenuto non valida la votazione in quanto non sarebbe stata raggiunta la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto».
«Si tratta di una interpretazione di parte – dice sempre Corridore – he non trova alcun riscontro nelle regole. L’ art.11 dello statuto prevede, infatti, che il consiglio di amministrazione debba essere eletto a maggioranza dei soci pubblici senza richiamare maggioranze qualificate. L’ art.10 dello statuto, inoltre, prevede che per la convocazione ordinaria della assemblea – quella odierna- la semplice maggioranza. Cosa accaduta oggi. Il Comune di Terni impugnerà in ogni sede l’illegittima decisione del presidente Carlo Orsini, espressione della destra, che così facendo oltretutto si è mantenuto in carica.
Abbiamo richiesto l’invio del verbale alle autorità con competenze penali e amministrative per una valutazione in merito. Proseguiremo in ogni contesto la battaglia amministrativa e politica perché i diritti della città di Terni all’ interno della SII siano rappresentanti in maniera adeguata e consona a un comune capoluogo di 110 mila abitant».


