TERNI – Alternativa popolare prova a ricompattarsi. «Stiamo lavorando ad un documento che verrà firmato anche a livello nazionale, per risolvere la crisi politico amministrativa che ha portato alle dimissioni del sindaco». Questo l’annuncio del vice sindaco Riccardo Corridore nel corso della conferenza stampa convocata di gran corsa per sabato mattina. Ma è proprio l’incontro con i mezzi di comunicazione che sancisce quelle spaccature che al momento regnano sovrane all’interno di Alternativa popolare. Nella sala del consiglio comunale, con il vice sindaco c’era la quasi totalità della giunta (Marco Schenardi, Marco Iapadre, Stefania Renzi, Viviana Altamura, Sergio Cardinali, Michela Bordoni).
Ma non è passata inosservata l’assenza dell’assessora all’ambiente Mascia Aniello. Secondo alcune ricostruzioni la Aniello da tempo non gradirebbe l’egemonia di Corridore, che a Palazzo Spada è considerato il motore dell’attività amministrativa e la cinghia di trasmissione tra gli input politici e le azioni della giunta. Alla conferenza stampa è stata notata anche l’assenza del capogruppo di Ap, Guido Verdecchia, che ha preferito rimanere dall’altra parte di via Roma, al cinema Politeama Lucioli, per la prima del docufilm “L’Uovo di Ridolfi”. Verdecchia è di gran lunga il consigliere comunale di Ap, per i suoi trascorsi romani, di maggiore esperienza politica. E da mesi sarebbe insofferente verso la conduzione “improvvisata” dell’azione politia e amministrativa della maggioranza. Sabato mattina, dei coordinatori comunale e provinciale, rispettivamente Riccardo Parca e Lorenzo Filippetti, neanche l’ombra. I due ormai sono dipinti come la fronda interna del partito. Assenti anche alcuni consiglieri comunali. E a proposito di consiglieri, si annuncia davvero animata la seduta del consiglio comunale di lunedì. Alternativa popolare si presenterà con il sindaco dimissionario e con Bandecchi che non ha ancora deciso che spartito seguire: se limitarsi alla presenza e alla votazione degli atti in aula, o se invece lanciarsi nel corpo a corpo di fronte alle provocazioni delle opposizioni. Di sicuro il centrodestra, la sinistra e i Cinquestelle, chiederanno conto a Bandecchi delle dimissioni da sindaco di Terni e di aver ricondotto alla istituzione Comune le tensioni interne al suo partito. Nelle ultime ore tutte le minoranze vanno ripetendo che occorreva maggiore responsabilità verso «l’Ente e verso il ruolo di sindaco: «Bandecchi ha confuso Palazzo Spada con il congresso del PalaTerni».






