di ELENA CECCONELLI
TERNI – Autrice del libro “Mia per sempre, quando lui uccide per rabbia, vendetta, gelosia”, in cui sostiene che rispetto al passato il femminicidio sia oggi una piega sociale. Cinzia Tani protagonista dell’incontro “Grandi classici della gelosia” dove ha dialogato con Andrea Di Consoli. Tani: «In passato l’uomo non uccideva mai la sua compagna perché non ne aveva motivo, la donna non lavorava, non si divorziava, spesso, anzi, era la donna ad uccidere il compagno perché lui la tradiva. Con l’emancipazione è iniziato questo fenomeno raccapricciante chiamato femminicidio».
L’autrice parla dei segnali che una donna deve e dovrebbe cogliere quando la relazione inizia a far “fumo”, ad degenerare: «Nonostante ci siano i segnali, molte donne o non li vedono o li colgono ma sperano che lui cambi – sostiene Cinzia Tani – ma lui non cambia e non cambierà, quindi al primo schiaffo, alla prima umiliazione o quando vuole forzare la donna ad avere rapporti sessuali, lei deve andarsene, ancor prima di far figli. È importante che le donne lavorino per rendersi indipendenti. Spesso nelle giovani generazioni, questi segnali non ci sono, quindi si deve iniziare ad educare dalla radice, dalle famiglie, dalla scuola, iniziando a far stare insieme maschi e femmine, senza dividere e separare i generi. In famiglia ci sono separazioni troppo forti tra maschi e femmine».
Cinzia Tani esalta appuntamenti come Umbria Libri Love, fondamentali per affrontare e sensibilizzare su determinate tematiche: «Tutti gli appuntamenti come Umbria libri che parlano di tutte le sfaccettature dell’amore sono fondamentali, perché arrivano persone di ogni genere ed età, dovrebbero esserci più iniziative del genere, soprattutto nel weekend che si ha più tempo libero per ascoltare e prendere parte ad eventi di questo genere».


