Dimissioni terremoto Bandecchi: i primi scricchiolii alla convention di AP

Il 27 gennaio iniziano le tensioni nel gruppo dirigente. E ora il patron sbotta

TERNI – Giovedì 8 febbraio le dimissioni terremoto. Uno sconquasso che riguarda le istituzioni – il sindaco fa le valigie – ma che è tutto dentro le dinamiche di Alternativa Popolare. Lo lascia intendere Bandecchi, lo dicono mille spifferi. Correnti d’aria – nella ricostruzione che Umbria7 è in grado di fare- iniziano dal palazzetto dello sport il 27 gennaio.

Nel sabato e domenica della convention nazionale il gruppo dirigente di Alternativa Popolare va sotto stress. Nella convention c’è qualcosa che non funziona. Non è la scaletta, né le luci, né i colori, come sempre impeccabili. Si registrano tensioni. I dirigenti romani appaiono un po’ freddi, il ruolo del candidato alle regionali – il vicesindaco Riccardo Corridore – non è centralissimo, le presenze ternane non sono oceaniche.
Qualcuno mette sotto accusa i coordinatori, quello provinciale Lorenzo Filippetti e quello comunale Riccardo Parca. Ma l’ occasione è buona anche per discutere dietro le quinte del ruolo di Riccardo Corridore, l’ uomo macchina dell’ amministrazione Bandecchi, il vicesindaco dal pugno di ferro.
Le tensioni con il passare dei giorni non si placano. Anzi, è un crescendo che arriva a Roma, ad interessare il presidente nazionale di AP Paolo Alli e Angelino Alfano. Poi giovedì 8 febbraio Bandecchi fa il Bandecchi. Nella mattinata gli assessori sono al lavoro e anche i suoi consiglieri. Ma lui decide di prendere di petto la situazione e annuncia le dimissioni che spiazzano tutti.
In Alternativa Popolare, a Terni, scatta il panico. Alle 19 c’è una riunione animata nella sala del consiglio comunale, con il vicesindaco Riccardo Corridore a tenere banco. In quella riunione più che divisioni si registrano preoccupazioni, nel gruppo consiliare e negli assessori prevale la consapevolezza che senza Bandecchi è al capolinea tutta l’ esperienza ternana di AP. Si decide di lasciare ogni spiegazione ulteriore proprio a Bandecchi. Le operazioni le conduce lui. Lui deciderà se “asfaltare” i dissidenti interni o se mollare definitivamente baracca e burattini. A Bandecchi fare il sindaco piace. Forse piace ancora di più tornare a fare l’imprenditore a tempo pieno. Con progetti inebrianti, come lo stadio clinica, un amore mai dimenticato.

LE REAZIONI

«L’ennesima sceneggiata di Bandecchi» – Dalla Lega al Pd, il coro di critiche è unanime: «Nessun rispetto per le istituzioni»

Il 10 febbraio premiazione della Terza edizione Trofeo Internazionale Borghi in Moto

San Valentino, il solenne pontificale e la processione