Aurora Provantini
TERNI – Dalle carte, protocollate, emerge che fino dal mese di ottobre 2023 il nodo intricato da sciogliere è quello del trattamento delle parti metalliche della Fontana monumentale dello Zodiaco. Sì, quelle che ancora oggi, in un cantiere desolatamente fermo, appaiono gialle e scrostate. Un problema di non poco conto che si evidenzia nella corrispondenza tra Palazzo Spada a la sua partecipata e che poi effettivamente trova riscontro nel cantiere vero e proprio è che ad oggi il castello posizionato al centro dell’opera di Ridolfi e Fagiolo non è stato ancora trattato.
Evidentemente è una operazione complessa che richiede non solo risorse ma soprattutto decisioni tecniche, ad iniziare dalla scelta tra una verniciatura in loco o presso una officina specializzata. Il nodo del trattamento delle parti metalliche emerso già il 6 ottobre quando Asm, in una lettera indirizzata a Palazzo Spada, ricapitola tutti gli interventi necessari e concordati, quantificandoli in poco più di 65mila euro di spesa.
Il documento: «Con riferimento alla richiesta pervenuta con al nota riportata in oggetto (2 agosto, ndr) e ai successivi incontri tenuti presso li Vs Ufficio, si rappresenta quanto segue. Relativamente alla protezione interna delle colonne, questa Azienda ha preso contatto con l’impresa Mdl Risanamenti che si è resa disponibile ad eseguire l’intervento di rivestimento della superfice interna delle colonne del castello della fontana in oggetto. In data 07 settembre l’impresa Mdl Rivestimenti ha eseguito una ispezione visiva all’interno delle colonne, tesa a verificare al fattibilità dell’intervento. La stessa ni data 13 settembre ha rimesso relazione con preventivo. Nella relazione ha fatto presente che l’intervento può essere eseguito inserendo le cosiddette “calze” dal basso delle colonne quindi lavorando dal locale tecnico della fontana. L’impresa ha fatto altresì presente che sarà necessario tagliare i tegoli disposti alle estremità superiore delle colonne per permettere al fuoriuscita della calza».
Tra le lavorazioni indicate, dunque, c’è il rivestimento delle colonne e non c’è la verniciatura . Anzi. Nella stessa missiva Asm sottolinea che «per questo trattamento il rapporto con l’impresa sarà gestito direttamente dal Comune».
Ma tra le carte in possesso di Umbria7 non risultano ulteriori passaggi che evidenzino accordi diretti tra il Comune e l’impesa esecutrice, la Mdl Risanamenti. Da quello che si desume la verniciatura è una spesa a parte, che non rientra nel piano economico di oltre 65mila euro concordato con Asm e rientrante nei 150mila euro stanziati per la manutenzione delle fontane cittadine. Successivamente il Comune e la sua partecipata iniziano a discutere sulle procedure di subappalto e sui relativi piani della sicurezza. Ma il tema della verniciatura rimane tutto da scrivere. E’ chiaro ormai che siano in una vera e propria fase di stallo, con una fontana senz’acqua invasa dai tubi innocenti dei ponteggi che peraltro poggiano sui mosaici dello Zodiaco, costati 800mila euro alla Fondazione Carit, seppure separati da qualche tavola di legno e da una telo impermeabile che nelle ultime ore è stato rimosso dal vento. Una situazione che desta sconcerto nei passanti: la fontana è stata oggetto di un restauro durato dieci anni con una spesa complessiva di due milioni di euro. Un intervento che in parte vede come protagonisti, a Palazzo Spada, gli stessi attori che stanno seguendo la nuova fase di manutenzione.



