TERNI – È presto per dire che sia stata firmata la pace tra il Comune di Terni e la sua partecipata, l’ Asm. È ancora più presto per ipotizzare date di riapertura del cantiere tristemente fermo da oltre un mese (sospeso il 23 gennaio). Ma per la Fontana di piazza Tacito è il primo passo costruittivo dopo giorni di incomprensioni e di contrapposizioni.
La direzione Lavori pubblici, nelle ultime ore, ha autorizzato i subappalti necessari per riattivare i lavori di manutenzione. Oltre 80mila euro che serviranno per mettere mano alle colonne del castello e per dar luogo alle operazioni che riguardano l’attivazione del cantiere e la cura di alcune reti di supporto. La spesa più rilevante è quella che riguarda la guaina protettiva alle colonne che come tutte le parti metalliche della fontana nel giro di due anni sono state interessate dalla perdita di zincatura bianca e dalla assunzione dell’ ormai caratteristico colore giallo.
Dai lavori affidati ad Asm, e a sua volta assegnati a ditte specializzate, rimane esclusa la verniciatura delle parti metalliche. Si tratta del problema dei problemi. Il Comune fin dall’inizio ha sostenuto che se ne sarebbe occupato direttamente lui, trovando lui una ditta specializzata. Ma dalle carte non è ancora chiaro come si interverrà: se sarà sufficiente una ripulitura e un trattamento in loco o se occorrerà staccare il castello, trasportarlo in una officina specializzata, lavorarlo e poi rimetterlo al suo posto. Da chiarire anche la copertura economica. I soldi necessari per i cinque subappalti – ora approvati -arrivano dal contratto in essere tra Comune e Asm per la manutenzione delle fontane cittadine. Per la verniciatura occorrerà individuare risorse nel bilancio di Palazzo Spada.


