I destini dell’ex Ilva e quelli di Terni si incrociano. Ma il partner per far quadrare i conti di Taranto potrebbe essere Usa

di Marco Brunacci

TERNI – Terni, l’acciaio, la finestra su Taranto. La vicenda dell’ex Ilva continua a essere importante anche per il destino di Terni e della sua Acciaieria.
Rispetto all’ultima puntata di Umbria7 ci sono le puntuali conferme: il commissariamento, dato per certo prima di Natale da Umbria7, è arrivato, insieme alla ricerca di partner solidi per il futuro della ex Ilva. Un futuro che comunque non doveva essere e non sarà a carico dello Stato.

Sia il ministro Urso che il commissario nominato Quaranta hanno dichiarato che sull’ex Ilva «non c’è alcuna nazionalizzazione in atto». Questo per tranquillizzare senz’altro Vestager, la commissaria europea molto attenta a non permettere agli Stati nazionali di infrangere le regole (anche se poi si assiste a eccezioni), ma anche per indicare la strada che indicava Umbria7 da qualche tempo.
Acciaio Italia è il progetto guida, ma a far quadrare i conti disastrati dell’ex Ilva potrebbe essere chiamato un partner statunitense. In certi ambienti questa opzione viene data per scontata.
Ma accanto al partner principale potrebbe trovare posto anche un partner italiano. E anche questa ipotesi al momento viene considerata più che probabile.
Ecco così che torna anche l’ipotesi del coinvolgimento del Gruppo Arvedi che potrebbe di nuovo rientrare a qualche livello in questa operazione.
I tempi comunque si allungano, le situazioni sono sicuramente molto più complesse di quel che sembrava solo poco tempo fa, anche per via del traumatico divorzio con gli indiani di Mittal.
In ogni caso Terni continua ad avere un suo spazio decisivo nella decisiva filiera dell’acciaio italiano. Anche se le difficoltà del tragitto sono superiori a quelle che si immaginavano solo pochi mesi fa.

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