Aurora Provantini
TERNI – La speranza – che Stefano Bandecchi confermi le dimissioni da sindaco di Terni – è sempre l’ultima a morire. «Ma è chiaro a tutti, purtroppo, che le ritirerà». Thomas De Luca (M5S) lo aveva detto da principio che le dimissioni di Bandecchi altro non erano che «l’ennesima pagliacciata». E adesso il consigliere regionale dei Cinque Stelle aggiunge che «Terni merita di più». Per Luigi Nautilli (Europa verde) è soprattutto Bandecchi a non meritare Terni. E Nautilli è quel cittadino che poco prima che iniziasse la seduta del consiglio comunale di lunedì 12 febbraio, di fronte al bar dove Bandecchi magia «quella pastarella che così buona solo a Terni si trova», non ha voluto stringere la mano al primo cittadino ricevendo in cambio una dichiarazione inedita: «Allora io non sono il suo sindaco». «Inedito tutto – sottolinea Nautilli – che si utilizzi Terni e i ternani come laboratorio elettorale, che ci si circondi di “schiavi”, di persone cioè che non hanno il coraggio di dire “Dagli una chiusa” e che firmano una lettera di supplica dimostrando di non avere un minimo di senso critico».
Pd, Movimento 5 Stelle e galassia della sinistra durissimi sulla situazione generata da Stefano Bandecchi – ad appena sette mesi dall’inizio della consigliatura – con le dimissioni da sindaco «per raddrizzare quelli del suo partito». Il segretario comunale del Pd, Pierluigi Spinelli, invoca un atto di responsabilità in extremis: se Bandecchi conferma le proprie dimissioni Terni potrà tornare ad esprimersi e ad avere un sindaco, «visto che l’attuale si distingue, fra le altre cose, per la sostanziale assenza». «Lunedì scorso in aula – argomenta Spinelli – ci ha detto che in consiglio comunale siamo ospiti e l’impressione è che per lui tutti i ternani siano ospiti». Più che ospiti, cavie, dice Claudio Fiorelli, consigliere comunale di Cinque Stelle: «Bandecchi considera Terni un laboratorio e tratta i cittadini come cavie. Un laboratorio che serve a portarlo in Europa o a Roma, mentre qui resteranno solo le macerie con cui dovremo fare i conti noi ternani. Continua fra l’altro a ripetere che per lui il dissesto rappresenta un’opportunità. Non starà mica mettendo le mani avanti per traghettarci verso un nuovo deficit?». Il capogruppo del Pd, Francesco Filipponi, ricorda che la mattina stessa (giovedì 15) a palazzo Spada, la seduta dedicata alle interrogazioni è durata otto minuti. Il tempo di registrare l’assenza del sindaco Bandecchi e del vicesindaco Corridore: «Non abbiamo accettato risposte da parte di assessori che tra una settimana potrebbero non esserci più». E Maria Grazia Proietti (Pd) a ribadire che Terni ha tanti problemi da affrontare e risolvere, non può stare appresso alle beghe interne a Ap. Tutti – anche il consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd), Federica Porfidi (Sinistra italiana), Giuseppe Chianella (Psi) – dell’idea che «Bandecchi ritirerà le dimissioni nelle prossime ore». E che presto si assisterà «a un nuovo teatrino».


