Incendi a scuola a Perugia, stretta sugli studenti: ricreazioni in classe e chi va in bagno finisce sul registro. E i “grandi” non ci stanno

Continuano le indagini per scoprire gli autori, mentre i rappresentanti prendono posizione: «Gesto inqualificabile, aiutiamo le autorità»

R.P.

PERUGIA –Al Capitini non si scherza. Dopo gli incendi che hanno riguardato l’istituto di via Centova e altre due scuole superiori del capoluogo e in attesa di individuare i responsabili, il preside Silvio Improta ha adottato alcune misure per prevenire altri episodi spiacevoli. Come disposto dalla direzione didattica, fino al 1° marzo tutte le classi effettueranno la ricreazione in classe con la sorveglianza del docente della seconda e della quarta ora di lezione. Inoltre, gli alunni non potranno recarsi al bagno al cambio dell’ora e durante le due ricreazioni. Gli studenti, quindi, potranno uscire dalla classe durante le ore di lezione e solo per recarsi in bagno con l’autorizzazione del docente che consentirà l’uscita ad un alunno per volta, segnando tutti i nomi di chi esce dalla classe nell’agenda del registro elettronico, nella parte visibile solo dai docenti.

Per le ricreazioni? Le merende potranno essere, come di consueto, ritirate al bar della scuola da un alunno per classe e viene confermata la possibilità di effettuare una lista anche per la seconda ricreazione. La consegna della lista e il ritiro dei cibi al bar sarà così articolato: per la prima ricreazione la lista dovrà essere consegnata entro le 8.20 e il ritiro sarà possibile dalle 9.20; per la seconda ricreazione consegna della lista fissata alle 10 e il ritiro sarà possibile dalle 11. «In caso di inosservanza delle suddette disposizioni – ammonisce il preside – verranno adottati da questa dirigenza gli opportuni provvedimenti».

C’è un termine per la revoca delle restrizioni. Ed è quello di lunedì 4 marzo. Se entro quella data tutte le disposizioni saranno rispettate e verranno riscontrati comportamenti rischiosi per la sicurezza della comunità scolastica, sarà tolta qualsiasi misura restrittiva e gli alunni potranno tornare a usare gli esterni della scuola durante le ricreazioni. Ma attenzione, perché «resta ferma per questa dirigenza la possibilità di tornare ad applicare misure punitive fino al termine delle lezioni nel caso in cui il comportamento generale degli alunni sia contrario alle disposizioni del regolamento d’istituto soprattutto in termini di conservazione e pulizia delle classi e dei cortili esterni della scuola». Fino al termine dell’anno scolastico, si legge in una comunicazione interna all’istituto, i docenti «continueranno a segnare nel registro elettronico le uscite degli alunni durante la lezione. Con successiva circolare verranno comunicate le nuove disposizioni per le uscite degli alunni ai servizi igienici».

A far sentire la propria voce sono anche i rappresentanti degli allievi e i componenti della Consulta provinciale degli studenti che commentano «con grande amarezza e sconforto» condannando fermamente quanto avvenuto nei giorni scorsi. I rappresentanti tengono a sottolineare che si tratta «di un gesto isolato e sconsiderato di chi in alcun modo non può rappresentare l’identità di un istituto che ha sempre cercato di promuovere il protagonismo degli studenti,  la partecipazione responsabile al dialogo educativo, il rispetto delle cose e delle persone, la crescita personale di ogni allievo supportata dal sostegno e dall’ascolto dei docenti». 

Quanto accaduto, proseguono gli studenti, è «inqualificabile ma siamo tutti uniti e compatti nel ribadire che ci siamo impegnati e ci impegneremo a fondo nel supportare le autorità competenti per l’individuazione dei diretti responsabili e per garantire che questi episodi non si ripetano in futuro mettendo a rischio la sicurezza degli studenti e del personale, e danneggiando la reputazione della scuola».

È ufficiale, il centrodestra corre unito per il Tesei bis

Sberle all’avversario e giocatori che non fanno entrare gli arbitri negli spogliatoi: fioccano le squalifiche