TERNI – Il gruppo Salini e Nocivelli ha presentato un nuovo progetto per il Santa Maria di Terni. Si tratta della proposta bis, con una novità di non poco conto: rispetto al quadro iniziale di 220 milioni ora ne occorrono quasi 300.
Un mega investimento per rispondere alle esigenze palesate in questi mesi dall’Azienda ospedaliera e per far fronte all’aumento dei prezzi delle materie prime. Un super investimento per disegnare l’ospedale del 2030, quello con l’elisoccorso e il raddoppio delle sale operatorie. Al momento il piano economico finanziario non è definito , nel senso che i privati proponenti hanno quantificato i costi e ora la palla passe nel campo della Regione.
Palazzo Donini dovrà innanzitutto dire se ritiene soddisfacente o meno il progetto. Secondo gli ultimi atti deliberativi della stessa Regione non è più l’Azienda ospedaliera a doversi esprimere sulla validità della proposta, ma spetterà all’assessorato ai Lavori pubblici. La palla dunque passa nella mani del ternano Enrico Melasecche, titolare della delega alle infrastrutture . Ancora, Palazzo Donini dovrà esprimersi anche sul Pef (Piano economico finanziario). In sostanza la Regione dovrà dire se la cifra è congrua per quel determinato progetto e soprattutto quanto intende mettere di tasca propria per sostenerlo. Finora si era parlato dei cento milioni liberatisi dalla realizzazione dell’ospedale di Narni e Amelia, che ora verrebbe finanziato con fondi Inail. La Regione sarebbe disposta a salire fino a 130 milioni. Ma secondo le cifre raccolte da Umbria7 l’apporto della Regione non sarebbe più elemento imprescindibile.
Nel senso che i privati sarebbero pronti a far fronte all’intera partita. Certo, a fronte di un maggiore esborso nella fase di realizzazione, aumenterebbe, e di che tinta, il canone che poi il pubblico sarebbe chiamato a versare al privato una volta terminata la struttura. Il meccanismo prevederebbe che solo a struttura ospedaliera realizzata e collaudata la Regione inizierebbe a versare i canoni. Un meccanismo che dovrebbe portare a scongiurare ogni ritardo e lentezza. In sostanza il privato prima finisce, prima inizia ad intascare. I tempi dell’iter autorizzatorio non si annunciano rapidissimi, in quanto la Regione dovrò esprimersi sul progetto, quindi sul piano finanziario e infine dovrà comunque mettere a bando pubblico la proposta pervenuta. Davvero difficile dire se questa corsa contro il tempo si concluderà prima o dopo l’appuntamento elettorale che porterà gli umbri, in questo caso in particolare i ternani, ad esprimersi sull’amministrazione Tesei.


