TERNI – Tre tele che raffigurano San Valentino e la sua vita all’ insegna dell’ amore. Tre quadri che però non inteneriscono i cuori, anzi, danno il via ad una dura polemica.
Come è noto l’ amministrazione comunale guidata da Stefano Bandecchi ha acquistato tre opere di Giovanni Gasparro dedicate a San Valentino. Tre olii che in passato aveva provato a fare sue anche l’amministrazione Latini cercando, senza riuscirci, finanziamenti tramite un bando nazionale. La giunta Bandecchi, invece, ha utilizzato parte delle risorse del progetto di recupero dell’ex chiesa del Carmine e se le è portare a Palazzo. Ma le tre opere di grande intensità raffigurativa al momento non strappano applausi. La Soprintendenza scrive al Comune chiedendo chiarimenti. L’ autorità in materia dei beni culturali rammenta a Palazzo Spada che da anni nella Conca si trascinano tre emergenze culturali che rischiano di trasformarsi in disfatte. La Soprintendenza ricorda nello specifico la situazione a dir poco precaria del convento di Colle dell’ Oro con affreschi che rischiano di andare persi. Rammenta anche gli impegni presi dal Comune per la musealizzazione del mosaico dello Zodiaco di Cagli e per il recupero della passerella Telfer che giace lungo la Valnerina.
Come dire, prima delle nuove tele ci sono i vecchi impegni. Se non bastasse la bacchettata dell’ organismo ministeriale arrivano le frustate dell’ opposizione. Orlando Masselli: «Con i milioni che Bandecchi dice di aver speso per la città tra vigilanza, rotonde e fioriere, volendo fare il mecenate, poteva acquistare lui i quadri di Gasparro per 40mila euro, anziché mettersi in contrasto con la Soprintendenza». Il commento di Masselli arriva poche ore dopo la missina della Soprintendenza all’assessorato alla Cultura. Che più che una richiesta di chiarimenti sull’acquisto dei quadri, sembra più un invito a ripensarci.


