PERUGIA – La truffa del figlio che perde il telefono, un’anziana che fa bonifici per 5.500 euro e la polizia postale che riesce a sequestrarne 3mila dal conto dei truffatori.
È quanto successo a Perugia, dove alla fine dello scorso mese, il personale del Centro operativo per la sicurezza cibernetica polizia postale e delle comunicazioni su delega della procura diretta da Raffaele Cantone ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso in caso di urgenza – poi convalidato dal gip – con il quale è stato disposto il sequestro della somma di circa 3mila euro ritenuti il corpo di reato di una truffa commessa in danno di una donna.
L’indagine è partita da una denuncia per truffa nella quale la vittima riferiva di aver ricevuto una serie di messaggi sulla propria utenza cellulare nei quali l’interlocutore – fingendosi il figlio -comunicava di aver smarrito il proprio cellulare ed aveva la necessità di comprarne immediatamente un altro; nel corso dei messaggi veniva riferito alla donna che di lì a poco sarebbe stata contattata dal titolare di un negozio di telefonia al quale avrebbe dovuto inviare dei soldi per l’acquisto del nuovo smartphone. La donna, poco dopo, riceveva una telefonata dal sedicente venditore e seguendo le istruzioni che le venivano date, si recava in una tabaccheria accreditando su una carta prepagata la somma richiesta di circa 1.000 euro per l’acquisto del nuovo telefono. Riceveva poi un nuovo messaggio con il quale il sedicente figlio avanzava una nuova richiesta di denaro giustificata dall’acquisto di capi di abbigliamento dell’importo di quasi 4.500 euro; anche questa volta la donna è andata nella sua banca e ha eseguito il bonifico sull’iban segnalato. Rientrata in casa è venuta a conoscenza da parte del marito di essere stata truffata in quanto l’uomo era riuscito a contattare realmente il figlio, ignaro di quanto accaduto.
La polizia postale, immediatamente dopo la ricezione della denuncia, ha svolto i relativi accertamenti riuscendo ad individuare – in tempi relativamente brevi — i conti sui quali le somme erano state accreditate accertando che parte delle stesse (circa 3.000 euro) erano ancora giacenti in un istituto bancario campano nella disponibilità di terze persone in fase di identificazione. Ricorrendo le ragioni di urgenza e al fine di evitare il prelievo della somma da parte degli autori della truffa, la procura di Perugia ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo in caso di urgenza che è stato immediatamente eseguito dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica polizia Ppostale di Perugia e, all’esito della notifica, inviato al gip di Perugia per la convalida. Il giudice ha convalidato il sequestro disposto in via d’ urgenza. Sono in corso ulteriori indagini finalizzate all’identificazione dei responsabili della truffa.


